Sixx:A.M. – Recensione: The Heroin Diaries Soundtrack

Disco autobiografico. Pensato dallo stesso Nikki Sixx come ideale colonna sonora per l’accompagnamento del libro omonimo pubblicato dall’artista, in cui si raccontano le vicissitudini personali vissute da Nikki a causa dei risaputi problemi di droga che hanno complicato la sua vita (la storia narrata comincia dal Natale 1986). Musicalmente il disco si presenta sufficientemente eclettico e moderno; sostanzialmente distaccato rispetto a quanto siamo abituati ad associare ai Motley Crue. Non potrebbe probabilmente essere altrimenti, visto il tono narrativo drammatico da concept album a cui la storia raccontata si avvicina, concedendosi spesso digressioni verso il rock musical orchestrale. A scortare il nostro ci pensano professionisti di tutto rispetto come James Michael (voce e drum programming) e Dj Ashba (chitarra), entrambi bravissimi nel loro ruolo e perfettamente in grado di far rendere al meglio le composizioni. Ballate rock ottimamente arrangiate e tristemente cupe si alternano a successivi capitoli più euforici e hard, anche se a farla da padrone è un rock duro di stampo dark/alternativo, sostenuto costantemente dalla voce molto espressiva di Michael e che trova il suo apogeo nelle bellissime “Life Is Beatiful”, “Pray For Me” e nella stramba accoppiata “Intermission”/”Dead Man’s Ballet”. Un lavoro più che buono, da ascoltare tutto d’un fiato, che diventa fondamentale per chi, fan del musicista in questione, vuole avvicinarsi alla storia personale del proprio idolo.

Voto recensore
7
Etichetta: Eleven Seven / Self

Anno: 2007

Tracklist:

01. Xmas in hell

02. Van nuys

03. Life is beautiful

04. Pray for me

05. Tomorrow

06. Accidents can happen

07. Intermission

08. Dead man´s ballet

09. Heart failure

10. Girl with golden eyes

11. Courtesy call permission

12. Life after death


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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