The Haunted – Recensione: Strength In Numbers

Seconda prova sulla lunga distanza per i The Hauned con i rientranti Marco Aro dietro al microfono, Adrian Erlandsson alla batteria e la new entry Ola Englund (chitarra). Dopo aver pubblicato l’ottimo “Exit Wounds” [questa la nostra recensione], la line up – completata dai veterani Patrik Jensen (chitarra) e Jonas Bjorler (basso) – è tornata con una prova che conferma una ritrovata ispirazione e, soprattutto, allontano lo spettro di un prepensionamento che in molti temevano.

Strength In Numbers” – uscito sotto l’egida di Century Media Records – ha potuto godere di un rodaggio maggiore rispetto al suo illustre predecessore, consentendo alla band di oleare ulteriormente ingranaggi rimasti per troppo tempo fermi. Una volta premuto il tasto play, infatti, e lasciata alle spalle la suggestiva opener strumentale “Fill The Darkness With Black”, un’onda urto di notevole portata vi travolge con tutta la sua dirompente potenza. “Brutal Force” – il brano più breve dell’intero lotto con i suoi scarsi tre minuti di durata –  ha un’anima brutale esaltata da un rifframa aggressivo e tagliente unito a una sezione ritmica terremotante. Inizio migliore non poteva esserci. “Spark” è un mid-tempo che permette ad Aro di mettere in mostra la sua timbrica graffiante e offre a Jensen ed Englund di sfoggiare la propria abilità tecnica con riff articolati e parti soliste stupende.

Queste due anime tra loro così contrastanti – l’urgenza e l’aggressività del Death unite a uno spiccato gusto per la melodia – caratterizzano anche il prosieguo di “Strength In Numbers”. “Preachers Of Death” ha un groove devastante e alcuni dei migliori assoli dell’album, così come anche la devastante title-track. Si torna a spingere forte sull’acceleratore con “Tighten The Noose”, brano veloce e dall’incidere slayerano, mentre “This Is The End” è l’ennesima nota positiva di questo disco con il suo riff ipnotico e diabolico, di panteriana memoria.

Non si avvertono cedimenti o cali di tensione mentre ci avviciniamo a grandi falcate verso il finale. “The Fall” e “Means To An End” sono due up-tempo rocciosi che non mancheranno di coinvolgere il pubblico in un headbanging sfrenato durante la prossima tournee, resi magnificamente dalla convincente prova di Aro al microfono. “Monuments”, invece, rappresenta una piccola gemma oscura e decadente – soluzione decisamente inedita per il gruppo – posta in chiusura di un full-lenght convincente.

Dieci canzoni (nove se escludiamo l’intro), poco meno di quaranta minuti per un disco dinamico ed eterogeneo che mette in mostra l’intero repertorio della band e non perde occasione per regalarci sorprese che ampliano ulteriormente lo spettro emozionale a disposizione dei The Haunted. Poco altro da aggiungere a questo “Strength In Numbers”, riprova che, nonostante un’onorata carriera ventennale, gli svedesi vogliono ancora giocare un ruolo da protagonisti nella scena.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Fill The Darkness With Black 02. Brute Force 03. Spark 04. Preachers Of Death 05. Strength In Numbers 06. Tighten The Noose 07. This Is The End 08. The Fall 09. Means To An End 10. Monuments
Sito Web: http://the-haunted.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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