Mortiis – Recensione: The Grudge

Anche per il bizzarro Mortiis (noto ai più per il suo passato come bassista negli Emperor) giunge il momento di ritornare in scena. ‘The Grudge’ prosegue il discorso stilistico intrapreso con il precedente ‘The Smell Of Rain’: abbandonate quasi del tutto le inflessioni ambient delle prime releases soliste, il folletto norvegese continua a flirtare con l’elettronica e l’industrial rock, regalandoci un più che discreto platter di genere. La novità è che questa volta “i” Mortiis diventano una band a tutti gli effetti, composta dal proprio leader (che si occupa di voci, tastiere, programmazioni e ovviamente del songwriting) e da altri tre elementi (due chitarre e batteria). Le sonorità appaiono così più “corpose” e squisitamente heavy rispetto al lavoro precedente. Mortiis riesce a creare brani piacevoli sia quando punta su ritmi ballabili e perfetti per i passaggi radiofonici (‘Gibber’, ‘The Grudge’, ‘Way Too Wicked’) sia quando l’elettronica incontra le chitarre di chiara derivazione metal, andando ad ottenere brani d’impatto e piuttosto intricati (‘Broken Skin’, in cui compaiono venature folk che ricordano Enya e ‘Decadent And Desperate’). Peccato solo per alcune ingenuità che potevano essere evitate, come la presenza di alcuni brani piuttosto ripetitivi e che proprio non decollano (‘The Worst In Me’, ‘Twist The Knife’), ma ciò non toglie che ‘The Grudge’ sia un disco piacevole, confezionato con professionalità e di sicuro interesse per gli amanti del genere. Per ora accontentiamoci, ma il sentiero verso la “big thing” sembrerebbe spianato.

Voto recensore
6
Etichetta: Earache / Self

Anno: 2004

Tracklist:

01.Broken Skin
02.Way Too Wicked
03.The Grudge
04.Decadent And Desperate
05.The Worst In Me
06.Gibber
07.Twist The Knife
08.The Loneliest Thing
09.Le Petit Cochon Sordide
10.Ashtma


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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