A Life Divided – Recensione: The Great Escape

A quanto pare AFM ha preso gusto nel licenziare i lavori dei gruppi “furbetti”. Dopo l’album dei nulldB, eccoci a narrare le gesta di un altro complessino di romanticoni sfacciati, gli A Life Divided. Nati una decina di anni fa come potenziale band di progressive metal, gli A Life Divided capiscono subito dove stanno le palanche (e le sbarbe) e cambiano il proprio percorso musicale verso un disincantato rock elettronico dalle tinte pop, solo marginalmente riconducibile al metal. Va detto che il gruppo tedesco ci sa proprio fare e neanche a dirlo, in occasione di “The Great Escape” infila una serie di potenziali singoli, tracce di innocuo ma ben fatto rock di largo consumo che in terra di Germania avrà certamente i suoi bei passaggi radiofonici. Basta ascoltare brani enfatici e carichi di sentimenti come “Feel” e “Space” per rendersi conto di tutte le potenzialità di questo ensemble disimpegnato ma comunque in grado di costruire episodi intriganti e coinvolgenti al punto giusto. La partecipazione straordinaria di altri electro-figaccioni come Lord Of The Lost e Eisbrecher, rappresenta il valore aggiunto di questo piacevole album, piuttosto inconsistente sul versante artistico ma in grado di catturare l’ascoltatore dalla prima all’ultima nota. Una cosa che non riesce mica a tutti!

Voto recensore
6,5
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

 

01.The Lost
02. It Ain’t Good
03. Clouds Of Glass
04. The Last Dance
05. Game Over
06. Feel
07. Perfect Day (feat. Lord Of The Lost)
08. Foreign Rain
09. Wait For Me
10. Goodbye
11. On The Edge
12. Space
13. If You Want To
14. The Last Dance (Eisbrecher Mix – bonus track)

 

 


Sito Web: http://www.a-life-divided.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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