Hate Tyler – Recensione: The Great Architect

Gli italianissimi Hate Tyler nascono nel 2011, grazie al volere del chitarrista Marco Pastorino e del bassista Luke Abbott, dopo un anno giungono al loro primo full length dal titolo “The Great Architect”, una nobilissima produzione che mette insieme Metalcore, Thrash, Death ed una spolverata di Prog che rende il tutto più dinamico e meno scontato. Di certo non stiamo parlando della quintessenza dell’originalità, ma per lo meno a differenza di molti altri i nostri cercano di trovare una propria identità, una dimensione che possa rendere loro giustizia e regalare soddisfazioni.

Il primo full length degli alessandrini si discosta dalla miriade di follower del Metalcore canonico proprio per la capacità della band di mutare la propria pelle come quella di un camaleonte, colorandosi  ora di tinte Thrash, ora Death, sfumando i tratti con ritmiche ed assoli Prog al fulmicotone, peraltro va sottolineata l’ottima prova alle chitarre da parte del succitato Marco Pastorino e del suo collega Federico Maraucci.

L’opener “Devil Park” è senza dubbio la traccia più “ –core” della tracklist, mentre la successiva “Hate Tyler” inizia già a far affiorare le diverse anime della band, con la venatura Death – Thrash che prende piede, diventando preponderante nella terza traccia “Stop Me”, episodio che intriga per i chorus dal sapore Old Heavy supportati da ritmiche martellanti; da citare tra le altre anche “Need to Hate You” dall’intro che strizza l’occhiolino ai mastodontici Unearth, per poi tuffarsi nuovamente nelle acque Progressive, fatte di ritmiche velocissime e mid-clean vocals adornate da assoli di pregevole fattura, “Anything Else” e la titletrack “The Great Architect” meritano ugualmente menzione.

In generale “The Great Architect” è un album di buon livello, le uniche pecche emergono da qualche carenza nelle vocals e nell’aver utilizzato una Drum Box per le parti di batteria al posto di un batterista in carne ed ossa, si tratta comunque di limature indispensabili ma non altamente penalizzanti.

È sempre un piacere vedere come anche il nostro Bel Paese si stia trasformando in una fucina di bands in fermento, tra le quali ce ne sono di valide e che assolutamente non hanno nulla da invidiare ai colleghi provenienti da l resto dell’Europa o oltreoceano.

Voto recensore
7
Etichetta: This is Core

Anno: 2012

Tracklist:

01.Devil Park

02. Hate Tyler

03 .Stop Me

04. The Different

05. Need To Hate You

06. Inferno

07. Anything Else

08. Welcome To Tortuga

09. The Great Architect


Sito Web: http://www.myspace.com/hatetyler

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