3 (Three) – Recensione: The Ghost You Gave To Me

In più di un’occasione la redazione di Metallus si è occupata in questi anni degli interessanti 3 (Three) e non si è potuto fare a meno di notare la peculiare proposta della band americana, una delle poche realmente innovative emerse dall’underground rock.

Dopo un “Revisions” che “rivisitava” appunto pezzi dei primi lavori, non distribuiti in Europa, affrontiamo molto ben disposti il nuovo “The Ghost You Gave To Me” (fuori sempre su Metal Blade) e subito dalla melodica “React” è come sentirsi a casa perché i nostri non modificano il loro approccio alla materia hard/alternative rock venato di prog confermando soluzioni armoniche non convenzionali (soprattutto nelle linee vocali di Joey Eppard); “Sparrow” si fa più sostenuta ed elettrica senza stravolgere l’andamento di un lavoro piacevole dall’inizio alla fine per le soluzioni inaspettate che l’ascoltare può scoprire durante la riproduzione (un po’ come detto recentemente dei geniali Leprous anche se in territori decisamente più soft o tempo addietro degli svedesi A.C.T).

Decisamente pregnante l’influenza dei Kansas e dei Rush più accessibili (“High Times”) anche se in molti frangenti si tentano strade particolarmente audaci come l’heavy funk di “Numbers”, la dance di “Pretty” (vi ricordate “Disco Queen” dei Pain Of Salvation?) o le bordate di “It’s Alive”; il timbro di Eppard può non piacere in quanto nasale e di scuola Geddy Lee/Coheed And Cambria però nell’highlight del disco che giunge con “Only Child” non si può non inchinarsi a questa dimostrazione di talento dei 3 in riferimento soprattutto allo sforzo di suonare nuovi ed sofisticati.

Ce ne fossero…

Voto recensore
8
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2011

Tracklist:

01. Sirenum Scopoli

02. React

03. Sparrow

04. High Times

05. Numbers

06. One With The Sun

07. The Ghost You Gave To Me

08. Pretty

09. Afterglow

10. It’s Alive

11. Only Child

12. The Barrier


Sito Web: http://theband3.com

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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