Coram Lethe – Recensione: The Gates Of Oblivion

Se la guerra è un’arte, questo disco ne è il capolavoro, la battaglia definitiva che fa da modello, ‘the ultimate battle’ come si definirebbe in inglese. Pochi sono i dischi che raggiungono il sublime; per questo è ancora più bello sapere che è una band italiana, i senesi Coram Lethe, qui al debutto sulla lunga distanza, ad essere fautrice di una release intensa, feroce, violentemente virtuosa ed emotiva. Il nome di tutto questo è ‘The Gates Of Oblivion’, un album tanto distruttivo quanto tecnico, tanto spietato quanto pieno di momenti sognanti e ricchi di melodia. I quattro ‘angeli del divino caos’ (ai quali, dopo le registrazioni dell’album, si aggiunto un secondo ax-men, Francesco Bargagni, ma che hanno da poco subito la dipartita del bassista Giacomo Occhipinti) danno inizio a questo viaggio sui campi di battaglia astrali con l’epica intro ‘The Angels Fell’, seguita dall’opener ‘Shout Of Cowards’…e qui iniziano i guai per gli ascoltatori! Pura ferocia degna dei migliori At The Gates, riproposta in una chiave ancora più tecnica ed evocativa, grazie al drumming da fanteria corazzata di Francesco Miatto ed alla superba chitarra di Leonardo Fusi, vero fulcro della band per tutto il disco; il suo stile aggressivo, ‘sanguinario’, ricco di fantasia e tecnica dona a composizioni come ‘Instinct’, ‘Hands Of Lies’ e ‘Ruling Emptiness’ l’epico misticismo dei Death di ‘Sound…’, momenti di calma riflessiva riconducibili agli Atheist di ‘Unquestionable…’ ed una certa aura sognante riscontrabili in molti stacchi acustici, nelle svariate soluzioni ritmiche e negli assoli da godere dalla prima all’ultima nota, che si possono riagganciare anche ai Fates Warning del periodo ‘Perfect…’ e ‘Parellels’. A completare il quartetto di questa legione angelica di veri pittori dell’Apocalisse, c’è il mentore, la voce di Mirco Borghini, l’urlo di guerra dei Coram Lethe, incredibile per aggressività nei suoi growling, quanto per versatilità e capacità espressive in una delle tecniche vocali dove è più arduo essere vari e mai monotoni: un autentico aedo del terzo millennio, che narra, dal campo di battaglia, le cronache della guerra definitiva delle ombre. Il brano simbolo di questa sfolgorante release, ‘Dying Water Walk With Us’, infatti, è un memorabile concentrato di violenza estetica, atmosfera, rabbia, tecnica, emotività e reale concetto di ciò che s’intende per epica; la sublimazione del dolore e della sofferenza elevato a condizione di estasi mistica, culminante nel passaggio finale del testo in italiano…assolutamente da brivido. Le parole si fermano e si devono fermare qui; è ora di lasciar parlare le armi musicali di questo grandioso disco, debutto di una band che è una realtà e non una semplice speranza. La battaglia degli angeli inizia: se volete vederla, pregate le oscure acque di seguirvi.

Voto recensore
8
Etichetta: Crash Music / Andromeda

Anno: 2005

Tracklist: 01. The Angels Fell (intro)
02. Shouts Of Cowards
03. Dying Water Walk With Us
04. Episode
05. Instinct
06. I, Oblivion
07. Hands Of Lies
08. Pain Therapy For A Praying Mantis
09. Ruling Emptiness
10. Sleet


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