Sentenced – Recensione: The Funeral Album

"Considerateci morti… e scusateci mentre ci uccidiamo"

Fine della corsa: quel cappio tanto invocato è ora lì davanti ad attendere.

Il condannato redige il proprio testamento, intingendolo qua e là con quelle sane punte di humour nero (anzi, nerissimo) che l’hanno da sempre accompagnato, e detta le sue ultime volontà con un occhio di riguardo per quei nipotini che tanto l’hanno preso a modello e che tanto hanno appreso dal suo stile (anche se negli ultimi tempi anche loro gli hanno insegnato qualcosa…): la fredda luce bianca è ancora dietro l’angolo, ma si colora di sfumature nuove e meno nuove, tra ricordi e istantanee recenti.

Un lascito inaspettato ed improvviso, eppure annunciato, che ha il piglio sprezzante di chi sa di non avere più nulla da perdere e solo da guadagnare: tredici gioielli che bastano solo minimante a colmare quello che sarà comunque un vuoto incolmabile e che riconfermano la classe superiore e inimitabile del maestro, di chi inventa uno stile di cui finisce per essere coerentemente consapevole vittima.

Amare e strazianti riflessioni sulla nostra fragilità (‘We Are But Falling Leaves’) si accompagnano a violente fantasie omicide contrappuntate da un coro angelico (‘Vengeance Is Mine’), ad una ‘Despair-Ridden Hearts’ che profuma quasi di blues, con quell’armonica che lacera anime e cuori colmi di disperazione, concedensosi addirittura il lusso di un brevissimo divertissement che guarda al passato più remoto e dimenticato (‘Where Water Falls Frozen’).

Un commiato praticamente perfetto punto dopo punto,inattaccabile anche negli episodi più "canonici", che conduce inesorabilmente ai toni gelidi e plumbei della conclusiva ‘End Of The Road’: i rintocchi del funerale che risuonano nella distanza, ineluttabile epilogo che sorprende, incanta e si pone come indimenticabile sigillo di chiusura.

Ed arrivato proprio alla fine di quella strada che non avremmo mai voluto finesse, il condannato sa che il suo momento è infine giunto.

Un ultimo sorso e poi il salto finale: il condannato è andato incontro a quello che prima o poi sarebbe stato il suo inevitabile destino.

Ma con il sorriso sul volto di chi sa di essersene andato nel migliore dei modi possibili.

I Sentenced sono morti. Lunga vita ai Sentenced!

Condannati… ad amarli. Ora e nell’ora della loro morte.

Amen.

SENTENCED – The Funeral Interview

Voto recensore
9
Etichetta: Century Media/Self

Anno: 2005

Tracklist: 01.May Today Become The Day
02.Ever-Frost
03.We Are But Falling Leaves
04.Her Last 5 Minutes
05.Where Waters Fall Frozen
06.Despair-Ridden Hearts
07.Vengeance Is Mine
08.A Long Way To Nowhere
09.Consider Us Dead
10.Lower The Flags
11.Drain Me
12.Karu
13.End Of The Road

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