Redemption – Recensione: The Fullness Of Time

Eravamo andati vicini all’eccellenza con il precedente ed eponimo album del 2002 ma attraverso questo ‘The Fullness Of Time’ si direbbe che la promozione a top band in ambito power prog è decisamente acquisita e meritata. La corazzata Redemption (che ruota intorno alla dotata figura del chitarrista/tastierista Nicolas van Dyk) ha infatti cambiato protagonisti ma il risultato è accattivante e convincente dal primo all’ultimo secondo: Ray Alder (Fates Warning, Engine) dietro il microfono offusca la pur buona prova del predecessore Rick Mythiasin (forse più a suo agio tra le hard rock hooklines dei Taraxacum) in virtù di una performance che definire impressionante per intensità e pathos sembra quasi riduttivo; Bernie Versailles (Agent Steel, Engine) è confermato come spalla di Van Dyk alla chitarra mentre nuova e potentissima si rivela la sezione ritmica (rubata all’act californiano Prymary).

Un riff spezzato al limite del thrash metal ed accostabile alle ultime cose dei Symphony X (anche per gli inserti di tastiera) dà lo start ad un’infuocata ‘Threads’ che non vede più Jason Rullo dietro le pelli ma dove la potenza è se vogliamo ulteriormente incrementata. Alder come dicevamo appare da subito più che convincente (avevate bisogno di ulteriori conferme da questo asso del microfono?) e ne abbiamo la controprova in tracce come ‘Sapphire’ o ‘Rage’ (quest’ultima particolarmente vicina ai Dream Theater) dove da solo sembra riuscire a guidare l’intera band a colpi di carisma allo stato brado. Come giustamente fanno notare le note di presentazione (una volta tanto attendibili) del prodotto qui presente la musica è al tempo stesso più melodica e più heavy rispetto al predecessore mantenendo un livello di complessità notevole nell’intreccio delle parti strumentali; la produzione affidata all’ex Victory Tommy Newton (Ark, Conception) è molta curata e caratterizzata da una gro(a)ssa propulsione dei bassi mentre se proprio volessimo trovare un difetto a ‘The Fullness Of Time’ (che è anche una suite simile alla ‘Desperation’ presente sul debut ma dove le 4 parti sono decisamente meglio integrate tra loro) andrebbe cercato nei solos, molto tecnici per carità, ma che non riescono a competere con le sontuose parti ritmiche (spesso paragonabili ai Megadeth dei tempi d’oro).

La maestria dei Redemption nell’aggirarsi tra i meandri del power prog, nonostante sia una band di giovane formazione e formata da musicisti impegnati su altri fronti, li pone già tra i leader di un movimento ormai in stallo ma che si potrebbe di colpo rivitalizzare alla luce di un CD come questo, oggettivamente inattaccabile e che riteniamo sia difficile superare nei mesi a venire.

P.S.: sarà disponibile anche una versione limitata con la cover di ‘The Real Thing’ dei Faith No More come bonus track (si attendono comunque ancora conferme dalla casa discografica)

Voto recensore
8
Etichetta: Massacre / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. Threads
02. Parker’s Eyes
03. Scarred
04. Sapphire

The Fullness Of Time:
05. I. Rage
06. II. Despair
07. III. Release
08. IV. Transcendence


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