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Enforsaken – Recensione: The Forever Endeavor

Il death melodico svedese continua a fare proseliti (o a mietere vittime?), non solo in Europa, ma anche al di la dell’oceano ed è infatti da Chicago che arriva questo quintetto che risponde al nome di Enforsaken. Ennesimo disco quindi di uno dei generi più abusati degli ultimi anni, molto probabilmente non la migliore scelta che possa fare un gruppo al debutto nell’anno 2004. L’attacco è interessante, l’opener ‘Tales of Bitterness’ è ben strutturata e trascinante quanto basta, anche se il pegno pagato ai primi Dark Tranquillity è forse fin troppo alto. Al secondo giro arriva puntuale la title-track, un brano non eccelso che comunque scorre via abbastanza bene. Si passa a ‘Break From Tradition’ e qui l’interesse comincia a diventare davvero scarsino, le canzoni cominciano ad assomigliarsi tutte l’una con l’altra e la produzione troppo impastata delle chitarre e con la batteria a coprire un po’ tutto non aiuta di certo l’ascolto. Alla quarta traccia, ‘Vertigo Equilibrium’, resta solo la voglia di andare a ripescarsi ‘The Gallery’. Gli Enforsaken non hanno fantasia, hanno doti musicali comuni a mille altri gruppi e hanno decisamente iniziato con il piede sbagliato. ‘The Forever Endeavor’ è un disco assolutamente anonimo e, come già detto, troppo piatto in tutti i suoi elementi (una su tutti, la voce) e quei pochi sprazzi di genialità (forzata?) in cui si cerca di dare quel tocco “moderno” ad alcuni pezzi non sono sufficienti a risollevare le sorti di un debutto flop (e al massimo ti fanno venir voglia di rispolverare ‘Reroute To Remain’). Solo per fanatici o collezionisti del genere, per gli altri un disco dalla brutta copertina infilato nell’espositore del vostro negozio di fiducia.

Voto recensore
5
Etichetta: Century Media / Self

Anno: 2004

Tracklist: 1. Tales Of Bitterness
2. The Forever Endeavor
3. A Break From Tradition
4. Vertigo Equilibrium
5. Dead Night, Dead Light
6. Cloaked In Need
7. The Acting Parts
8. Poison Me
9. Redemption
10. All For Nothing

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