Grey – Recensione: The First Shade Of

Noia, noia e ancora noia (e no, non ho detto gioia): questo l’unico, evidente e tangibile risultato derivante dall’ascolto di quest’esordio dei Grey.

Un tedio interminabile quello scaturito da questa one-man band proveniente dalla Francia, di cui è titolare tale Santhem, che si traduce in un black metal debitore sicuramente di quanto composto da Burzum e di riflesso anche della corrente "depressive" : purtroppo il nome scelto non porta fortuna, o più che altro riflette il tutto, in quanto grigia è piuttosto l’opera in se stessa, senza spunti degni di nota (ad esclusione di alcune aperture melodiche ogni tanto apprezzabili, in particolare il finale di Vladian) e appoggiandosi su composizione di media lunghissime e snervanti, rovinate inoltre da intermezzi pseudo-ambient quantomeno risibili nella realizzazione.

Tutte queste componenti rendono l’arrivare alla fine una vera e propria odissea, complice un suono di batteria che va bene, sarà pure il genere, ma rivaleggia davvero con il vosto incubo sonoro peggiore: forse questa volta non stavamo per seguire il consiglio del suicidio 😀 ma quasi quasi….

Voto recensore
4
Etichetta: Avantgarde/Masterpiece

Anno: 2005

Tracklist: 01.I
02.Leaving this place once again
03.I speak fluent evil
04.II
05.Israel Uber alles
06.Omegod
07.III
08.Hidden behind your sufferings
09.Vladian

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