Voice Of A Generation – Recensione: The Final Oddition

Altra uscita in casa Burning Heart, sempre dalla Svezia, ecco i Voice Of A Generation. Cinque ragazzoni con tanto di gel sui capelli, basettoni, atteggiamento strafottente tendente all’ignoranza da pub: nonostante ciò, ‘The Final Oddition’ porta con sé dei limiti impossibili da trascurare in fase di ascolto. I Voice Of A Generation suonano esattamente come i Rancid, con ritornelli tipo cori da stadio ed evoluzioni melodiche che li conducono ai Bombshell Rocks dell’ultimo album. Il loro street-punk virato rock’n’roll procede sempre sullo stesso mediocre livello dalla prima all’ultima traccia, non raggiunge picchi particolarmente interessanti se non per l’impegno politico e sociale affrontato nei testi (‘Democracy Is Dead’ e ‘Justice’). I pezzi scorrono comunque in maniera veloce, portano con loro divertimento e adrenalina, ma i Voice Of A Generation non arrivano al sodo neppure quando potrebbero farlo, come in ‘Verbal Abuse’ dove l’impronta di Tim Armstrong & co. è fin troppo evidente e sfiora il plagio. Se avete bisogno di una manciata di canzoncine semplici semplici, allora avvicinatevi pure a ‘The Final Oddition’, diversamente potete proseguire per la vostra strada.

Voto recensore
6
Etichetta: Burning Heart / Self

Anno: 2004

Tracklist: 01. Cause For Alarm
02. Itching Fingers
03. Decadent & Confident
04. Democracy Is Dead
05. Bastard
06. The Upbringing
07. Casualties Of War
08. Verbal Abuse
09. Baseballbat
10. Crap Recieved
11. 450 Days
12. Justice

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