Liquid Graveyard – Recensione: The Fifth Time I Died

Nati nel 2006 dal cantante e chitarrista dei death metaller Cancer John Walker, i Liquid Graveyard dopo essere stati sotto l’italiana My Kingdom Music (2008), hanno firmato per Rising Records licenziando questo “The Fifth Time I Died”.  Il loro death metal avantgarde o hybrid metal, come loro stessi si definiscono, non convince in nessuna delle undici tracce. Il cantato femminile poteva apportare un taglio innovativo e invece, a dispetto di una buona    preparazione artistica che è facilmente udibile, la soluzione scelta risulta noiosa se non a tratti quasi fastidiosa.

Con tutta la buona volontà, trovo ottima la preparazione dei musicisti, ma in nessun caso vi è un momento che possa destare l’interesse e questo accade dopo vari ascolti con un carico di pazienza, da parte di chi scrive, immenso e proprio per evitare di boicottare un prodotto che magari non lo si capisce immediatamente si prova e si riprova ma la noia incombe e uccide la mia grinta e ostinatezza. L’unico spiraglio di luce lo si può  intravedere nella quarta traccia, anche se si avvicina troppo ad Anneke e a quelli che furono i The Gathering di “Mandylion”.

Insomma a far in modo che questo album non decolli e proprio il cantato femminile mono-tono, che forse avrebbe dovuto fare la differenza  ma che invece lo penalizza.

Voto recensore
5
Etichetta: Rising Records

Anno: 2011

Tracklist:

01. I Colossus
02. Violent Skies
03. Attractor
04. Reflections
05. Expendable
06. The Glorious Bitter Seeds
07. Beholder
09. Invisible Names
10. Interlude
11. Liquid Graveyard


Sito Web: http://www.liquidgraveyard.com

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