The Ferrymen – Recensione: A New Evil

Il progetto The Ferrymen è la dimostrazione compiuta di come una band di professionisti affermati e una qualità formale sensazionale non siano caratteri sufficienti per avere un risultato artistico altrettanto splendente. Vista la formula, proposta con discreto risultato al primo giro e già ben rodata con molti altri assemblamenti che definiremmo a progetto, forse sarebbe stato meglio non rischiare un bis. Già questo secondo “A New Evil” si scontra infatti con una inevitabile prevedibilità che non può che generare una leggera sensazione di noia che ci accompagna per tutta la durata della tracklist.

Senza nulla togliere alla bravura di un cantante fenomenale come Romero o alla grandezza di Mike Terrana, rimane il fatto che il mood dell’album si attesta su una serie infinita di mid tempo rocciosi, ma piuttosto pomposi, e spesso accompagnati da inserimenti sinfonici/melodici, tanto ben fatti quanto già sentiti. Certo chi ama alla follia band come Masterplan, certi Savatage o, più in generale, i progetti a cui ha messo mano in questi anni Magnus Karlsson, ritroverà una “regola” familiare che ha dalla sua comunque dei punti di forza.

Nella loro scontata evoluzione brani come “Bring Me Home” o la title track sono infatti comunque piacevoli, così come funzionano benissimo la semi-ballata “Heartbeat” o la classica abbinata potenza/melodia di “No Matter How Hard We Fall”. Difficile però esaltarsi al punto di mettere l’album in heavy rotation nella propria playlist. Per ottenere tanto servirebbe quel pizzico di unicità caratterizzante in più nei singoli brani che invece in “A New Evil” manca del tutto. Dopo i tanti album simili ascoltati negli ultimi vent’anni “accontentarsi”(virgolette obbligatorie, visto quanto sono bravi gli interpreti) rimane una scelta legittima, ma lo è anche dichiararsi poco entusiasti e desiderosi di qualcosa di più fresco e minimamente innovativo.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Don't Stand in My Way 02. Bring Me Home 03. A New Evil 04. The Night People Rise 05. Save Your Prayers 06. Heartbeat 07. Our Own Heroes 08. No Matter How Hard We Fall 09. My Dearest Fear 10. You Against the World

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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