Frostmoon Eclipse – Recensione: The End Stands Silent

Per chi ancora non li conoscesse i Frostmoon Eclipse sono una delle più longeve e prolifiche black metal band italiane. Il gruppo ligure, infatti, è attivo discograficamente dal 1998 (anno del primo EP “Supreme Triumph In Black”) e giunge con “The End Stands Silent” al considerevole traguardo del quinto album sulla lunga distanza, licenziato per l’istituzione estrema Osmose Productions.

Nel mezzo vi sono stati molti pregevoli episodi, che hanno contribuito a fondare una personalità, un’estetica e una buona fan-base alla band. Tra questi da ricordare anche l’album acustico “Dead and Forever Gone” (2005), episodio particolare e riuscito, da recuperare, per chi a suo tempo se lo fosse perso.

Tornando al presente, “The End Stands Silent” ci riconsegna un gruppo in ottima forma, nuovamente al lavoro su una materia sonora non banale, descrivibile sì come black metal, in quanto ad attitudine e atmosfera, ma di certo non assimilabile a taluni beceri panda satanisti, che ancora affossano la credibilità del genere.

Anche in “The End Stands Silent” ritornano dunque i testi incentrati sugli aspetti negativi dell’esistenza e dell’interiorità umana, che riportano alla mente lo spirito dei primi Katatonia, ad esempio, e contribuiscono parecchio a rafforzare l’interesse per una proposta artistica non scontata.

L’album si apre con quella che forse è la sua composizione migliore, “Heaven Outside, Hell Within”, lunga cavalcata di 9 minuti, che vive sull’alternanza di momenti acustici, in odore di Opeth (era Orchid) e sfuriate black. Appare da subito molto particolare e degno di attenzione il sound di chitarre di Claudio Alcara (Handful of Hate), che utilizza una distorsione non troppo satura, e comunque non troppo esposta nel mixing, la quale contribuisce a far uscire le vocals graffianti e taglienti di Lorenzo Sassi.
Come sempre potente e distruttivo il lavoro alle pelli di Gionata Potenti (Ad Hominem, Glorior Belli, Hiems).

Le canzoni sono tutte considerevolmente lunghe e articolate, sviluppando senza fretta, con la giusta dinamica, temi musicali che sul versante prettamente black accennano ai migliori Blodsrit e Old man’s child, ma contengono anche più di un elemento doom (la title-track)e thrash (“A Clandestine Freedom Between Shadows”).

L’attitudine e l’atmosfera dell’album sono comunque frutto esclusivo del lavoro della band, la quale riesce a far passare la propria personalità attraverso questi brani, che uniscono una certa complessità realizzativa a semplicità e immediatezza di fruizione.
Sicuramente un buon ritorno per il gruppo spezzino, che riconferma tramite indubbie professionalità ed esperienza il proprio valore e la propria centralità nella scena nazionale.

Voto recensore
7
Etichetta: Osmose Productions

Anno: 2011

Tracklist:
1. Heaven Outside, Hell Within 09:06
2. I Am the Absence 09:33
3. Corridors 08:19
4. Under Pale City Lights 07:17
5. Unnatural Isolation 08:28
6. A Clandestine Freedom Between Shadows 05:53
7. The End of Everything 12:52

Sito Web: http://www.frostmooneclipse.com/

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