Sunride – Recensione: The End Justifies The Means

Proseguono la loro carriera di epigoni dei Backyard Babies i Sunride, e ancora una volta mancano il bersaglio. Perchè a questi finlandesi mancano le due cose fondamentali del rock: il tiro e la melodia. L’album è indubbiamente realizzato, e ha dei bei suoni, ma di certo questo non basta per fare del buon rock’n’roll, ci vuole il carisma, l’aggressività, e la capacità di scrivere brani che si attacchino in testa all’ascoltatore, altrimenti l’incantesimo non funziona, e ci si ritrova con in mano nove brani scialbi come questi, spesso troppo lunghi (la title track sfiora i sette minuti) e senza una personalità abbastanza forte da farsi ricordare, visto che quando cambiano ispirazione e si allontanano dallo Scan Rock riescono solo a clonare il Queens Of The Stone Age, su ‘Ocean’. Al grandissimo Michael Monroe più che chiedere di suonare l’armonica in ‘One Tragedy’, tra l’altro il pezzo migliore del lotto, avrebbero potuto chiedere di aiutarli a mettere a fuoco almeno un paio di brani, sarebbe stato sicuramente più utile!

Voto recensore
5
Etichetta: People Like You/Self

Anno: 2005

Tracklist: 01. Otherside
02. Colourblinded
03. Bluesong
04. The End Justifies The Means
05. Good Morning Darkness
06. Ocean
07. Waiting For The Grace
08. One Tragedy
09. Done To A Turn

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