Thranenkind – Recensione: The Elk

Interessante opera prima per i bavaresi Thranenkind (ovvero Child Of Tears), una band che propone un ibrido tra black metal, depressive rock e alcune divagazioni dal sapore post punk. Come più ovvio termine di paragone potremmo citare i Katatonia del periodo mediano, ma ci sono numerosi riferimenti a quelle creature annoverabili nel calderone post black metal che in Europa si sono espanse a macchia d’olio negli ultimi dieci anni. In questo senso le similitudini chiamano in causa in particolare i connazionali Hereitor (di cui peraltro il deus ex machina Nathanael e il chitarrista Max F. fanno parte) e Lantlos, ma anche Alcest e Amesoeurs. Va detto che i tedeschi non fanno nulla per stravolgere le già cangianti caratteristiche del panorama in causa, ma “The Elk” si rivela un album davvero scorrevole, in grado appunto di combinare con naturalezza varie sfaccettatura sonore e dotato di un interessante panorama lirico che spazia dai consueti “turbamenti interiori” per toccare tematiche come la natura e la società. L’ensemble mostra la sua duttilità soprattutto nei brani strumentali e piuttosto arzigogolati come “Just Another Way Of Expressing Defeat”, dove emergono gli echi dei Katatonia ma anche una pulsante sezione ritmica in chiave post punk e ancora “Seven Dead Horses”, che si muove tra sfuriate black e rallentamenti crepuscolari. Ogni episodio è comunque irrorato da una costante dose di melodia e una sensazione di intima arrendevolezza, da vedersi nei delicati arpeggi e in costruzioni non esageratamente complesse che fanno leva sull’emozionalità. Buone in questo senso “The King Is Dead”, in cui sale sugli scudi il lavoro del basso e della batteria, “Deleting Those Three Words”, ove emerge un black metal primitivo e ancora la cureiana “Forest Pt. II (The Grove). La titletrack, introspettiva e notturna, congeda i mitteleuropei, autori di un platter ricco di spunti positivi, un ascolto sicuro per gli estimatori del black metal più evoluto e sopra le righe.

Voto recensore
7
Etichetta: Lifeforce / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Monument (3:43)
02.  Just Another Way Of Expressing Defeat (7:28)
03.  The King Is Dead (3:12)
04.  My Transparent Heart (6:39)
05.  Today, The Sea (Anja's Song) (3:48)
06.  Deleting Those Three Words (5:45)
07.  Eternal Youth (3:53)
08.  Seven Dead Horses (5:28)
09.  Silence Is Everything (3:09)
10.  Forest Pt. I (The Veil) (2:15)
11.  Forest Pt. II (The Grove) (2:50)
12.  This Story Of Permanence (4:16)
13.  The Elk (5:34)


Sito Web: https://www.facebook.com/Thraenenkind

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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