Dethklok – Recensione: The Doomstar Requiem – A Klok Opera

Ambizioso progetto per i Dethklok, band fittizia e protagonista del cartoon “Metalocalypse”.

Questo “The Doomstar Requiem”, ha tutte le caratteristiche del concept album/rock opera (ed è anche una vera e propria colonna sonora dell’omonimo film d’animazione, in effetti), dove arrangiamenti orchestrali e archi si “sposano” con il death della one man band di Brendan Small.

Quindi, più che di vere e proprie canzoni, l’album in questione ripropone parlato e cantato in formato più da musical di Broadway, che in forma-canzone tradizionale, come ci avevano abituato i primi tre album dei Dethklok. Le aperture rock/death oriented rimangono, ma, oggettivamente, per un pubblico italiano abituato a ben altro, “The Doomstar Requiem” risulta davvero ostico.

In primis, se non si conosce “Metalocalypse”, si fatica a capire chi stia parlando, nel marasma di voci e timbri qui presenti. Inoltre, risulta alquanto difficile seguire la trama (anche se, come per il cartone, si parla sempre della scena rock/metal e tutto ciò che le gravita attorno) e, in ultimo, gli arrangiamenti volutamente (e prevalentemente) soft (per non parlare della simil disco di “Givin’ Back To You”) qui usati, innervosiscono non poco, visto che Small e soci (Hoglan, Beller e, per la prima volta in studio, Mike Keneally) ci hanno sempre abituati a vette di cattiveria strumentistica (oltre che satirica nei testi) ben più elevate.

Non bastano i pochi episodi massicci (dalla lunghezza, comunque, esigua) come l’alquanto godibile “Blazing Star”, “The Fans Are Chatting”, la parte strumentale di “The Duel” o “Some Time Ago…” a farci ricredere, visto che risultano anche scevri di nuove idee e soluzioni.

Non basta neanche l’impressionante lista di guest come Jack Black, Mark Hamill (sì, proprio lui, Luke Skywalker), Malcom McDowell o George Fisher dei Cannibal Corpse a rendere appetibile quest’album prolisso e un po’ tronfio. I Dethklok ci piace ricordarli su un palco lurido a spaccare tutto, invece che in un ipotetico plenilunio a farsi tormentare dai propri dissidi interiori.

Inoltre, si può capire il lavoro svolto con l’orchestra, ma, da qui ad affidare ad essa una lunghissima (appena oltre i 23 minuti) e superflua coda, per il finale dell’album, ce ne passa. Insomma, missione completamente fallita per Small e la sua creatura, semplicemente perché si è deciso di farla giocare in un territorio non consono ai propri canoni.

E, quindi, il problema sostanziale di quest’album è che Dethklok e arrangiamenti orchestrali non possono esser considerati nello stesso campionato. Più probabilmente, neanche nello stesso sport.

Voto recensore
4,5
Etichetta: BS Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Birth/ Fata Sidus Oritur / One Of Us Must Die
02. Magnus And The Assassin
03. Partying Around The World
04. Tracking/ Ishnifus And The Challenge
05. How Can I Be A Hero?
06. The Fans Are Chatting
07. Abigail's Lullaby
08. Some Time Ago…
09. The Duel
10. I Believe
11. A Traitor Amongst Them
12. Training/ Do It All For My Brother
13. The Answer Is In Your Past
14. The Depths Of Humanity
15. Givin' Back To You
16. En Antris Et Stella Fatum Cruenti
17. The Crossroads
18. Morte Lumina
19. Blazing Star
20. The DOOMSTAR Orchestra


Sito Web: https://myspace.com/dethklok‎

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login