Hatebreed – Recensione: The Divinity Of Purpose

“Put It To The Torch” non è solo il titolo della traccia che fa da apripista alla sesta fatica sulla lunga distanza degli Hatebreed, ma è una vera e propria dichiarazione d’intenti, quegli incendiari tutt’altro che celati da Jamey Jasta and Co.

“The Divinity Of Purpose” è, per citare un brano storico della band, “Straight To Your Face”,  un pugno in pieno volto che ti lascia senza respiro, un concentrato di violenza sonora e di positive/self empowering lyrics, da sempre tratto distintivo dei nostri. Icone della fusione tra Metal ed Hardcore, se nel precedente “Supremacy”, escludendo il cover album “For The Lions” ovviamente, avevano pestato maggiormente sul lato Metal del loro songwriting, nel follow-up si concentrano più su quello Hardcore, una sorta di ritorno alle origini, di cui un esempio su tutti è la middle track “Indivisible”, vero e proprio inno HC Punk con tanto di cori da cantare a squarciagola.

Chitarre ruvide, distorsioni potenti, mai un suono pulito, linee vocali graffianti, urlate, mai una linea melodica, sebbene “Nothing Scars Me” accenni ad una progressione di accordi che ne meriterebbe, drumming martellante, preciso ma mai eccessivo, questo il sound degli Hatebreed, i quali non si pongono come innovatori, semmai prosecutori di un cammino oltranzista che si fa portabandiera di un connubio tanto azzeccato come quello tra Hardcore ed Heavy Metal.

“Put It To The Torch”, “Honor Never Dies”, “Before The Fight”, “Idolized and Vilified” e la title track “The Divinity Of Purpose” sono le killer tracks dell’intera release, un’iniezione di adrenalina che fa leva tanto su riff catchy quanto su liriche che pompano l’Io dell’ascoltatore ed invitano a gettarsi nella mischia con bandana d’ordinanza ben salda sulla fronte.

Il livello generale dell’album è molto alto, non tanto da eguagliare il valore artistico del già citato “Supremacy”, ma rimane comunque un’ottima release che conferma lo stato di grazia del combo del Connecticut. La progressione stilistica evidenziata in fatti nel penultimo album  segna qui un passo indietro, ma volendo essere schietti e sinceri questo è un album in puro stile Hatebreed, non è necessario reinventare sé stessi quando ormai da anni è stata ben delineata la linea stilistica da seguire.

Voto recensore
8
Etichetta: Razor & Tie

Anno: 2013

Tracklist:

01. Put It To The Torch
02. Honor Never Dies
03. Own Your World
04. The Language
05. Before The Fight
06. Indivisible
07. Dead Man Breathing
08. The Divinity of Purpose
09. Nothing Scars Me
10. Bitter Truth
11. Boundless (Time To Murder It)
12. Idolized and Vilified


Sito Web: http://hatebreed.com/

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