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Bad Religion – Recensione: The Dissent Of Man

Ci eravamo lasciati appena tre mesi fa, con “30 Years Live”, che celebrava i 30 anni di carriera dei Bad Religion. E i ragazzoni mantengono le promesse: è arrivato “The Dissent Of Man”, il quindicesimo studio-album, dopo tre anni dall’ultimo “New Maps Of Hell”. I Bad Religion non ne vogliono sapere di arrendersi. Anzi, ogni volta tornano più convinti e forti del loro dogma musicale. “The Dissent Of Man” è il pacco-bomba che puntualmente si aspetta ogni singolo fan di questa band inossidabile. Ogni volta che arriva un album dei Bad Religion è come cavalcare “la grande onda” californiana che giunse ben quattro volte tra gli anni sessanta e settanta; quella grande mareggiata emotivamente struggente, alla quale non si resiste e dalla quale ci lasciamo travolgere da trent’anni. L’album si apre con un tris di tracce che è a dir poco perfetto, il marchio tipico dei Bad Religion: ritmo serrato delle pelli, acceleratore schiacciato al massimo, riff di chitarra rudi e incazzati con assoli tipici di Mr Gurewitz e la voce hardcore melodica di Greg, che canta a denti stretti contro la religione, il conformismo, la superstizione, la politica odierna. Un altro elemento da non sottovalutare affatto sono i cori, una marea di cori in ogni traccia, che sicuramente dal vivo saranno eseguiti alla perfezione dal pubblico. Da questo punto di vista è doveroso nominare “Resis Stance” e “Wrong Way Kids” che a mio parere hanno i migliori controcanti e cori dell’album. Dopo un’apertura veloce e spinta al massimo, i Bad Religion rallentano un pò con brani più mid-tempo e melodici ma sempre efficaci dal punto di vista dei testi, della voce e degli assoli di chitarra. Segue un alternarsi di tracce più spinte e tracce in cui si prende fiato, più legate al periodo Bad Religion post-2000. La formula vincente del gruppo è sempre la stessa, è quella che va avanti da 30 anni e che non ha mai toppato e annoiato. Il segreto dei Bad Religion è la semplicità, l’arrivare dritti al punto con forza, fermezza, senza mezzi termini, tramite la musica, la voce dura e sofferta di Greg, e le parole che mettono in guardia la gente, che non nascondono tutto il marcio che vegeta nella nostra società, e che nonostante tutto cercano di dare la forza per reagire e sperare. Greg prima ti sbatte la realtà in faccia: “Well I wish that i could tell you that it was easy, just take the paved raod right to paradise. But the truth is my friend, the pain and suffering never ends..”; e dopo ti tende la mano “ready to emerge and direct your fate as the self-determination radiates because finally there’s someone to believe. And it feels like the spring equinox after a long winter’s sleep..”. E ogni volta che arriva un album dei Bad Religion è un equinozio di primavera! Alzate il volume, saltate sui vostri letti e lasciate che questi sei californiani vi insegnino cosa vuol dire “letteratura punk-rock”.

Voto recensore
8
Etichetta: Epitaph Records

Anno: 2010

Tracklist:

01. The Day That The Earth Stalled

02. Only Rain

03. The Resis Stance

04. Won’t Somebody

05. The Devil In Stitches

06. Pride And Pallor

07. Wrong Way Kids

08. Meeting Of The Minds

09. Someone To Believe

10. Avalon

11. Cyanide

12. Turn Your Back On Me

13. Ad Hominem

14. Where The Fun Is

15. I Won’t Say Anything


Sito Web: http://www.badreligion.com/

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