Motley Crue – Recensione: The Dirt – Confessioni Della Band Più Oltraggiosa Del Rock

Undici anni fa, per la precisione il 22 maggio 2001, usciva per la prima volta la biografia di una delle band più chiacchierate, più discusse, più devastatrici e più seguite di sempre: i Motley Crue. Undici anni dopo, anticipata da una breve e tagliata versione del 2003, per merito di Tsunami Edizioni possiamo finalmente leggere uno dei libri musicali più attesi: “The Dirt”. Senza peli sulla lingua, senza censure e senza mezze misure, “The Dirt” racconta in prima persona la storia di quatto individui che, un po’ per caso, un po’ per fortuna, un po’ per colpa di un destino alquanto strano, hanno dato vita ad un grosso capitolo della storia musicale e contribuito a numerose copertine di vario genere: Vince Neil, cantante spesso capriccioso ma con un storia tutt’altro che rosea, Tommy Lee, balzato alla cronaca quasi più per la sua relazione con Pamela Anderson che per il suo indiscusso talento musicale, Nikki Sixx, ragazzo malinconico, poeta maledetto morto e resuscitato che a fatica è riuscito a tirarsi fuori dalle peggiori situazioni, e Mick Mars, uomo silenzioso, chitarrista prolifico e con l’incubo di uno spettro dietro di sé. Come scritto nel retro del libro “Queste pagine trasudano alcol e decadenza”, due parole non scelte a caso che saranno fedeli compagne di una vita fatta di trasgressioni, di overdose, di colpi di fulmine, di lutti, litigi, riappacificazioni e tanta buona musica. Attraverso il magistrale lavoro di collage fatto da Neil Strauss ci vengono illustrati numerosi aneddoti, leggende e i lati oscuri dei nostri protagonisti. Con una penna piuttosto fresca e brillante veniamo facilmente catapultati nella vita della band attraverso interviste, ricordi e fotografie, un vero e proprio trip di più di 400 pagine che lascia soddisfatti e insoddisfatti allo stesso tempo. Soddisfatti perchè finalmente possiamo far luce su episodi spesso mal riportati e leggere i punti di vista dei protagonisti, insoddisfatti perchè vorremmo che il libro proseguisse, che non si fermasse alla dipartita di Tommy Lee dai Motley Crue, che continuasse la storia fino ai giorni nostri. Malgrado la maggior parte della biografia riporti quanto di sregolato e miracoloso ci sia stato nella vita dei Motley Crue, si trovano anche capitoli molto toccanti, molto profondi, che illustrano un universo totalmente diverso da ciò che il patinato mostra, come nel caso di Vince Neil, che a fatica racconta la morte prematura della figlia Skylar, o di Tommy Lee, che nei giorni del carcere analizza e riscopre se stesso attraverso lettere, poesie e racconti.

Arricchito dalla partecipazione ospiti, John Corabi, e manager, “The Dirt” è destinato ad essere, senza se e senza ma, una delle migliori biografie musicali mai realizzate. Senza punti morti, senza eccessive costruzioni, illustra la realtà dei fatti in maniera avvincente e coinvolgente ricompensando la lunghissima attesa per la traduzione in italiano.

Nella speranza che “The Dirt” porti presto alla traduzione dell’ultimo tassello bibliografico in casa Motley Crue,  “Tommyland” di Tommy Lee, non ci resta che consumare le pagine di questo libro.

Voto recensore
9
Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2012


Sito Web: http://www.tsunamiedizioni.com/

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Alberto Capettini

    Ebbrava Francesca…

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  2. Fabio

    Bravissima, Fra! AILAIKIT!

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