The Devil Wears Prada – Recensione: Transit Blues

Nuovo album per i The Devil Wears Prada che con questo “Transit Blues” compiono un ulteriore passo in avanti in nome di un’evoluzione sonora che si è ben delineata dagli esordi: undici tracce che riescono a coinvolgere ed andare al di là dell’etichetta di genere, che stavolta va un po’ stretta. La partenza affidata a “Praise Poison” è ben scandita dalla batteria e dal feedback, cattiva al punto giusto con un’esplosione melodica nel ritornello per poi terminare bruscamente e lasciare posto a “Daughter”, dal retroterra decisamente più hardcore e con gli inserti elettronici che fanno capolino.

“Worldwide” si fa ricordare per una progressione che si fa canticchiare facilmente dopo un inizio placido fra chitarre e la voce di Mike Hranica, in grado di catalizzare l’attenzione grazie all’uso di diversi registri nei brani qui presenti, come in “Home For Grave Pt. II” e “To The Key Of Evergreen”, quest’ultima con la sua batteria furiosa e i suoni sinistri di tastiera che accompagnano il parlato, presente anche nel mezzo della traccia con chitarre liquide; ovviamente c’è il pezzo più smaccatamente melodico e corrisponde a “The Condition, con una partenza dolce per poi alternarsi con randellate a destra e a manca in maniera fortemente ritmata per concludere con una quieta coda caratterizzata da synth, chitarra e voce pulita che danno al tutto un alone più sognante, in fin dei conti ben riuscito.

Ma il meglio viene dato nei pezzi più oscuri di questo “Transit Blues”, vuoi quando si tratta di chiudere le fila di un brano come “Lock & Load”, con le sue chitarre stoppate, il pianoforte che accompagna una voce lontana e la sua svolta sulfurea, vuoi quando la tensione cresce come in “Flyover States” per poi stemperarsi in un finale arioso: inquietudine palpabile anche in “Detroit Tapes”, con le sue sei corde ficcanti, e nella più crepuscolare e lenta “Submersion”, ma se proprio si deve ergere un pezzo rappresentativo, la title-track -posta in coda- riesce nell’intento di sublimare la parte melodica e la faccia più oscura e ragionata di questo lavoro, chiudendo in bellezza.

Buona prova per i The Devil Wears Prada, in costante crescita e in grado di dare una chiave di lettura propria ad un genere inflazionato; “Transit Blues” si mantiene su ottimi livelli dall’inizio alla fine ed è pertanto consigliatissimo a chi si vuole avvicinare al gruppo e, ovviamente, ai fan di lunga data.

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Voto recensore
7
Etichetta: Rise Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Praise Poison 02. Daughter 03. Worldwide 04. Lock & Load 05. Flyover States 06. Detroit Tapes 07. The Condition 08. To The Key Of Evergreen 09. Submersion 10. Home For Grave Pt. II 11. Transit Blues
Sito Web: http://www.tdwpband.com/

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