Garth Arum – Recensione: The Dawn Of A New Creation

“The Dawn Of A New Creation” è l’opera prima dei Garth Arum, band spagnola guidata dal multi strumentista e vocalist Nightmarer (al secolo Oscar Martìn), già in attività con gli As Light Dies, band foriera di un sound figlio dei My Dying Bride. Il progetto Garth Arum è invece sensibilmente diverso, una sorta di calderone sonoro che per pura comodità classificheremo come avanguardia ma in cui confluiscono dei sostrati musicali sensibilmente diversi tra loro, che vanno da un cupo black metal melodico al semplice rock sinfonico, senza rinunciare nemmeno a delle parentesi più solari ed orecchiabili (“Like An Angel”). Una creatura piuttosto interessante dunque, considerato anche il fatto che il panorama lirico si ispiri a favole e leggende iberiche per raccontare i tormenti interiori attraverso delle metafore. L’ascolto è  scorrevole e ha dalla sua un approccio abbastanza differenziato che propone dei brani dotati di una forte impronta melodica, con tanto di voce femminile molto naturale e cristallina (buono il contributo della sconosciuta Lady Carrot, al di là di un nick name francamente ridicolo) e l’ausilio del violino, strumento sempre più apprezzato in campo metal e derivati. Episodi come “Shadows Of The Past”, la più muscolare “Labyrinth Of Lies” e la cangiante “Trip” (divisa in due parti), sono assolutamente efficaci e mostrano un approccio alla musica personale. Non mancano alcuni difetti, da vedersi in un esiguo numero di brani in cui le due anime, quella più squisitamente metal e quella sinfonica non sembrano amalgamarsi bene, ritagliandosi piuttosto delle parti distinte e non particolarmente ficcanti. Il lavoro è comunque onesto e gradevole.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Satanath Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  A New Creation
02.  Shadows Of The Past
03.  A Barrage Of Hate
04.  The Path To Oblivion
05.  Labyrinth Of Lies
06.  Rusty Hands
07.  Trip (Part I)
08.  Lucid Dreams
09.  Like An Angel
10.  Yearned Freedom
11.  Trip (Part II)


Sito Web: https://www.facebook.com/gartharum

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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