Death SS – Recensione: The Darkest Night Ep

Era nell’aria da tempo, prima con un eloquente “Sometimes They Come Back”, poi con una data ufficiale, quel fantomatico 21 dicembre 2012: alla fine i Death SS sono risorti ancora una volta dopo la conclusione del primo ciclo con il settimo sigillo.

Steve Sylvester negli ultimi anni non se n’è sicuramente rimasto con le mani in mano, pubblicando la sua autobiografia ma soprattutto figurando e recitando in numerose produzioni cinematografiche italiane di genere, soprattutto horror e giallo / thriller (Eaters e Ispettore Coliandro per fare due nomi). Il comeback dei Death SS parte proprio da qui, dal cinema, passione fondamentale del leader della band, passione che tra l’altro ha svolto un ruolo imprescindibile nella costruzione dell’immagine della band.

Si riparte quindi da “The Darkest Night Ep”, colonna sonora dell’omonimo film prodotto dalla Scuola Nazionale Cinema Indipendente, di cui in verità in rete circolando poche informazioni (il film risulta datato 2009 ma sarà acquistabile a breve). L’Ep funge da apripista al nuovo album dal titolo non ancora confermato di “Resurrection”, ma in realtà lo stesso Sylvester precisa che il contenuto dello stesso non è rappresentativo delle sonorità dell’album. L’impressione è che se il nuovo album viaggerà sullo stesso livello qualitativo di “The Darkest Night” avremo un opera grandiosa. Infatti le cinque tracce dell’Ep non conoscono cali di qualità. Si apre con la titletrack (questa si sarà presente nell’album), dal riff ben più robusto rispetto a quanto sentito su “The 7th Seal” e dal chorus potente e orecchiabile, a cavallo tra “Panic” e “Heavy Demons” (intesi come album). “Panting Breath”, costruita su  una traccia lasciata dallo scomparso Polverari (ex-tastierista della band), è un palese omaggio alle colonne sonore dei gialli/horror italiani degli anni ’70s, Goblin in testa, atmosferica e lisergica. “Abnormal” è una ri-edizione più asciutta dello stesso brano presente in “Humanomalies”, ma è con la doppietta finale che si raggiunge il climax dell’ep: entrambi ripescati dal demo di Freddy Delirio “Journey”, “Dreamland” introduce la bombastica “Witches’ Dance”, brano tanto semplice quanto potentissimo, con una melodia impeccabile e dal flavour industrial metal mutuato dal periodo “Humanomalies”.

Se lo stato di forma dei Death SS è questo, non possiamo che attendere con impazienza il nuovo album. L’Ep, che vede tra l’altro l’entrata ufficiale in line up di Bozo Wolff alla batteria, nelle sue 666 copie numerate a mano (con booklet autografato da Steve Sylvester) è andato completamente esaurito in pochi giorni. Il culto è ancora vivo.

Voto recensore
8
Etichetta: Lucifer Rising / Self

Anno: 2012

Tracklist:

01. The Darkest Night

02. Panting Breath

03. Abnormal

04. Dreamland

05. Witches' Dance


Sito Web: http://www.deathss.com/

17 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Daniele

    Ma quale culto? Ma per favore…

    Ci sono tante nuove band italiane che si meritano molta più visibilità per quello che offrono, non queste “vecchie” band riesumate che non hanno più niente da dire.

    I Death SS (cambiano formazione continuamente chissà perchè…) sono alla frutta e quando lo dice un fan della band c’è da preoccuparsi…

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    • Page86

      Condivido con Daniele . Aggiungo anche che l’intro del pezzo “The Darkest Night ” fa parte del disco “Life and death ” di Paul Chain del “88”..come si fa a non accorgersi di questo? questo singolo viene spacciato per heavy metal quando mi sembra quasi crossover mischiato con delle patetiche atmosfere horror….altro che Goblin …quello erano e sono tutt’altra Arte!!!!il loro culto è finito trent’anni fa .diciamo le cose come stanno ..diamo spazio a chi se lo merita

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      • Tommaso Dainese

        Caro Page86,
        di spazio a chi se lo merita, come già detto a Daniele, ne diamo tutti i giorni e non penso che tre news e una recensione sui Death SS ne abbiano tolto a band promettenti. Supportiamo da sempre l’underground e basta un veloce sguardo al nostro database per accorgersene. Le altre tue considerazioni sono soggettive e le rispetto…ma non vedo perchè mettere fine a una carriera piena di successi.
        La soluzione è sempre una…se un gruppo non ti piace (o non ti piace più) non lo ascolti…e hai risolto il problema 😉 Il fatto che comunque l’ep sia andato soldout in pochi giorni testimonia che qualcuno che apprezza ancora la loro musica c’è…o no?

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        • Page86

          Non ho detto nientre contro il sito …ho solo fatto notare che l’intro del pezzo era gia’ presente sul disco di Paul Chain …ma in pochi se ne sono accorti…eppure parliamo di un disco come Life and death ch eha ftto la storia del metal italiano…..sicuramente molti di piu’ di questo EP……di successi sicuramente ne avranno avuti ….ma chissa’ perchè suonando tutti i pezzi della prima formazione ( musicalmente non scritto da lui )…questa è una cosa oggettiva ……per me la band era la prima formazione …senza offesa per le altre formazioni ma se non hanno piu’ scritto pezal livello di the Story , come molti siti esteri dicono , evidentemente un motivo c’è.
          Se per questo anche Albano e Ligabue sono apprezzati….bisogna vedere anche la qualità .
          Comunque ripeto , non volevo criticare il sito , ho solo fatto notare dei fatti oggettivi ….come per anni si è parlato o meglio si è lasciato che si parlasse male di uno storico personaggio che pur non suonando piu’ dal 84 in questa band …..continuamente lascia il marchio , se no non penso che suonerebbero molti pezzi vecchi nei concerti ….

          Reply (in reply to Tommaso Dainese)
    • Tommaso Dainese

      Ciao Daniele…
      Che ci siano tante altre band che meritano visibilità su questo siamo d’accordo…infatti penso che Metallus.it non lesini certo gli sforzi in questo senso…
      Per quanto riguarda la formazione…mah qui penso tu ti stia sbagliando, la formazione è stabile da più di cinque anni, l’unica variazione qui la troviamo alla batteria…e comunque da sempre la lineup dei Death SS ha avuto forti stravolgimenti, anche nei primi anni.
      Resta un fatto però…ci saranno anche band che forse meritano di più, ma c’è veramente qualcuno che può prendere il posto dei Death SS? Sinceramente non penso…

      Reply (in reply to Daniele)
    • Marco Giapponese

      Sei certamente un ribelle alla costante ricerca d’attenzione. Se i death ss sono alla frutta come sta la tua intelligenza? E’ un peccato legger di infiltrati in articoli meravigliosi come questo. Vergogna.

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  2. Roberto

    Qui l’unica cosa preoccupante è che tu ti definisca “fan” della band…

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  3. Marco

    Non entro nel merito della questione dell’intro, ma mi pare che Steve abbia detto chiaramente che ha ripreso un brano di Aldo Polverari (non. conosco in dettaglio la discografia di Paul Chain), che poi è il brao ” Pantong Breath”, ovvero ” Steel Breath” sempre di Polverari…se c’è una band di culto che all’estero ci invidiano, è proprio la creatura di Steve. Ricordo benissimo che in una vecchia recensione di ” The Story of”, il recensore ricordava di come fosse loro accanito fan Tom G. Warrior…per non parlare di altre band più recenti che hanno preso a piene mani dal loro sound e dal. loro concept visuale. Se fossero rimasti fermi a trent’anni fa farebbero, come molti, sempre lo stesso disco…un vecchio accanito e affezionato fan dei Death SS

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    • Page86

      Si certamente …..ma il Grande Tom …se non erro cito’ Detaching From satan e The story me sue grandi influenze……e non heavy demon o the darnest night

      Reply (in reply to Marco)
  4. Marco

    Chiedo venia per le ripetizioni e gli errori, ma ho scritto di fretta…

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  5. Henry

    X Daniele: Come già detto da Tommaso, se una band non ti piace o non ti piace più basta semplicemente non seguirla. Se cambiano formazione sono cazzi loro e riguardo al non aver più niente da dire è un pensiero tuo. Recensioni, seguito e vendite testimoniano l’esatto contario, con tua buona pace!

    X Page86:Mi chiedo io come hai fatto a non accorgerti che il brano in questione NON è firmato da Paul Chain ma da Aldo Polverari, ex tastierista dei DEATH SS e amico di Steve Sylvester che ne ha raccolta l’eridità artistica. Infatti “Panting Breath” è una nuova riedizione completamente risuonata del vecchio brano di Polverari, incluso nella colonna sonora del film come omaggio all’amico scomparso.
    Evidentemente tu i disci non lo compri ma li scarichi solamnete, altrimenti avresti se non altro notato i credits. Un’altra volta informati prima di scrivere sproloqui nei forum.
    Poi vale anche per te il discorso fatto sopra. Se non ti piacciono, ascolta altrove e rivolgi altrove le tue considerazioni, assolutamente personali, su cosa è arte o no….

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    • Page86

      visto che te i dischi li compri ……e io no…ascoltati life and death e la discografia dei Violet Theatre , io ho le copie originali …probabilmente te quelle scaricate

      Reply (in reply to Henry)
      • Henry

        Ma ti paga qualcuno? Io non perderei tutto questo tempo ed energie per una band che non mi piace…. Probabilmente ti “rode” qualcosa di personale….!

        Reply (in reply to Page86)
  6. Roby Manini

    GRANDISSIMO RITORNO!
    La canzone DARKEST NIGHT è veramente un capolavoro, c’è “tutto”, e tutto fatto molto bene!
    Le altre song-sperimentazioni sono anche loro molto belle, mi piace molto DREAMLAND!

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  7. Silvia Magicaphoto

    DEATH SS! DEATH SS ! DEATH SS!
    Finalmente sono tornati

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  8. Paro

    Quante cazzate ho sentito dire tra questi commenti… Misurare quanto uno sia vero fan piuttosto che un altro… Dichiararsi veri fan ma sparare a zero sul lavoro della band… Ma quanti cazzo di anni hanno alcuni di voi? 12? Mi stupisce non aver sentito la parola “poser” sparata qua e là… I death SS sono nel bene o nel male un pezzo della nostra storia musicale e penso che nessuno di tutti quelli che han scritto insulti qua abbia realizzato neanche un decimo di quello che ha fatto Steve perciò prima di dire cazzate guardatevi allo specchio e pensare a cosa avete concluso nella vostra vita… come ha detto lo scrittore della recensione se non vi piacciono i dischi nuovi ascoltate in death of Steve silvester e non guardate i nuovi lavori ma soprattutto non rompete i coglioni e non insultate chi apprezza i nuovi pezzi e la continua evoluzione musicale della band…
    PS: chi sente del crossover nei death SS dovrebbe fare un passo da amplifon… Bye

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