Paragon – Recensione: The Dark Legacy

I Paragon riescono sulla breve distanza a coniare un nuovo album per la Remedy Records, dopo il convincente ‘Law Of The Blade’. La quinta prova della band tedesca, intitolata ‘The Dark Legacy’, conferma una bonissima forma e continua la serie positiva iniziata con l’ultimo studio-album. L’arma vincente del gruppo sono alcora una volta il compatto muro sonoro costruito da chitarroni “carichi” e batteria potente; in secondo luogo ritroviamo la voce potente e soffocata di Andreas Babuschkin, a metà strada fra Byford e Boltendhal. Il CD inizia con una power speed track intitolata ‘The Legacy’ e viene seguita dalla mediocre ‘Mirror Of Fate’, dalla classica ‘Breaking Glass’ e dalla speedy’Black Hole’. Con ‘Eye Of The Storm’ ci imbattiamo invice in un granitico mid-tempo che non concede tregua e conquista in modo decisivo. Segue una discreta fast track come ‘Maze Of Dread’, che a sua volta ci introduce all’altro masterpiece del CD, ossia la cadenzata ‘The Afterlife’ (che evidenzia un corettone vicino allo stile dei Grave Digger). I pezzi finali sono cavalcate all’insegna del metal classico Judas Priest style e quindi vengono evidenziati i riffoni delle chitarre. Il CD finisce con una abonus track, ‘Into The Black’, che proviene dal passato delle produzioni Paragon. “The Dark Legacy’ è un album convincente che sa farsi ascoltare con piacere.

Voto recensore
7
Etichetta: The Dark Legacy / Frontiers

Anno: 2003

Tracklist: The Legacy
Mirror Of Fate
Breaking Glass
Black Hole
Eye Of The Storm
Maze Of Dread
The Afterlife
Green Hell
Back From Hell
Into The Black (bonus)

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