Cosmics – Recensione: The Cosmic Year

Dopo i fasti della rock opera in tre parti “Genius”, le atmosfere rarefatte dei Khymera e la speranza dei Twinspirits, l’eclettico Daniele Liverani torna alla carica con un nuovo progetto musicale. Lo compongono, oltre a lui, il chitarrista dei Twinspirits, Tommy Ermolli, il bassista dei Placet X, Rufus Philpot, mentre l’ospite d’eccezione questa volta è il batterista Virgil Donati: ancora una volta, quindi, Liverani non si è accontentato ed ha scelto musicisti di ottimo calibro.

I temi legati al cosmo, alla fantascienza e all’origine del mondo sono da sempre tra i preferiti per gli amanti dei concept, e questa volta Liverani ha deciso di trasporre in musica una teoria che associa i miliardi di vita del pianeta Terra, e quindi anche della storia dell’uomo, a un intero anno solare, con una precisa distinzione in mesi, giorni, ore, minuti e secondi, di lunghezza proporzionale all’effettiva durata dei vari periodi. La storia del mondo, quindi, viene ancora una volta messa in musica, con una marcata distinzione di stili fra un brano e l’altro per distinguere i momenti salienti di quelle che in fondo sono anche le nostre origini. Ad esempio in “Chicxulub”, il momento della presunta caduta di un asteroide sulla Terra, che provocò enormi mutazioni climatiche, è reso in maniera molto efficace con un lungo e complesso assolo di batteria, che costituisce la parte prevalente del brano. Per contrasto, i due pezzi successivi hanno un tratto molto più progressive, con l’intervento di un maggior numero di strumenti, a significare il graduale processo di rinascita e di evoluzione che portano allo stato attuale. Si passa poi ad “Emperor And Gods”, dal piglio marziale e dal ritmo di base semplice da memorizzare, proprio come se fosse una marcia militare con una serie di variazioni. Siamo quasi alla fine dell’anno, il tempo stringe, e in rapida successione scorrono secoli e secoli di storia, così come si susseguono “Voyages Of Discovery”, affascinante e dal ritmo apparentemente pacato, ma con al suo interno un assolo di chitarra davvero emozionante, e la conclusiva “The Last Second”, anch’essa improntata su un ritmo prog ma più veloce.

L’unica pecca dell’album, che lo può rendere un prodotto forse non accessibile a tutti, potrebbe essere il fatto che si tratta di un disco interamente strumentale, ma c’è anche da dire che sembra essere molto difficile trovare delle parole che possano descrivere eventi grandiosi come il Big Bang o il dominio dei dinosauri. Al di là del fatto che il paragone tra anno solare e storia del mondo è senza dubbio affascinante, il prezioso insegnamento che si può trarre riguarda il fatto che, confrontata con tutto il resto, l’esistenza dell’uomo corrisponde a una manciata di secondi nell’insieme di un intero anno. Siamo un battito di ciglia, anche se a volte crediamo di essere i padroni di tutto, forse è questa la cosa da non dimenticare.

Voto recensore
7
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2008

Tracklist:

01. Big Bang
02. Life Birth
03. Giants Domination
04. Chicxulub
05. Global Extinction
06. Omination
07. History Begins
08. Emperors & Gods
09. Voyages Of Discovery
10. The Last Second


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