The Contortionist – Recensione: Clairvoyant

Quarto album per i The Contortionist, questo “Clairvoyant” su eOne Music: il gruppo di Indianapolis ha man mano guadagnato proseliti riuscendo a ripulire il proprio sound da derive pesanti arrivando fino ad oggi e riuscendo a sfornare questi nove brani.

L’apertura è affidata alla strumentale “Monochrome (Passive)”, con un clima da sci-fi interrotto bruscamente da un tempo zoppo e chitarre pesanti sulle quali si ergono sequenze circolari di note per cambiare poi pelle e diventare un arioso prog dai vellutati passaggi, planando su sei corde pulite e tappeti sonori solisti; una brevissima stoccata di piano fa entrare la band al completo, delineando subito le vocals ad opera di Michael Lassard, varie e con un mood malinconico che va ad accompagnare i cambi di tempo e le melodie ben supportate da una sezione ritmica in grado di essere sempre ficcante e al passo in questa “Godspeed”. “Reimagined” si rivela essere uno dei brani più riusciti di “Clairvoyant”, delineando anche la fine della parte più accessibile del lavoro, vuoi per la durata più esigua dei brani, vuoi per la freschezza iniziale: con la title-track ci si trova di fronte ad una materia più particolare, con un break di chitarra acustica che sancisce un momento più aperto (echi di Steven Wilson nell’andamento) e uno scambio di parte solista fra tastiera e chitarra.

Purtroppo la successiva “The Center” sembra un continuum della traccia precedente, appesantita da una coda atmosferica finale un po’ troppo prolissa: ecco, forse il difetto più grosso del CD, che stenta a farlo decollare, è un certo autocompiacimento unito ed un eccessivo uso di pad da parte del tastierista Eric Guenther che tendono a rubare la scena dal punto di vista compositivo ai due chitarristi Robby Baca e Cameron Maynard. Un assolo gustoso (finalmente) delinea “Absolve”, un po’ più ritmata e dal cantato un po’ più incisivo dal punto di vista espressivo mentre un inizio fra suoni anni ’80 e sussurri apre “Relapse”, caratterizzata da una seconda parte ben riuscita: “Return To Earth” è caratterizzata da un mood liquido, con le vocals leggermente in sordina e preannuncia il finale col pezzo più lungo, “Monochrome (Pensive)” che purtroppo non riesce a far passare un senso di amaro in bocca per lo svolgimento di questo nuovo album dei The Contortionist.

Forse il paragone con album progressive recentemente usciti fa sì che questo CD non spicchi ma probabilmente “Clairvoyant” segna un mezzo passo falso per i The Contorsionist: va bene, tutto in ordine, tutto pulito ma forse è proprio qui il problema, tanto da suonare asettico, di una dimensione sotto vuoto e senza feeling.

Voto recensore
5,5
Etichetta: eOne Music

Anno: 2017

Tracklist: 01. Monochrome (Passive) 02. Godspeed 03. Reimagined 04. Clairvoyant 05. The Center 06. Absolve 07. Relapse 08. Return To Earth 09. Monochrome (Pensive)
Sito Web: https://www.facebook.com/thecontortionist/

5 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. LukeSure

    Con questa recensione avete preso un abbaglio clamoroso. Album meraviglioso.

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  2. Fabio Meschiari

    Ciao LukeSure! Innanzitutto grazie del tuo commento! RImane sempre un parere personale e probabilmente mi aspettavo di più… Una battuta d’arresto, come si è detto nella recensione: tutto fatto bene ma mi sembra proprio senza personalità e poco vario. Tutto qui!

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  3. Lorenzo

    Trovo che questa recensione abbia forti carenze e lacune a livello di concetto, sintassi, lessico e ortografia. Trovo errata la struttura dell’esegesi, tant’è che manca l’intera parte introduttiva, che fa perdere senso alla recensione stessa non solo a livello di contestualizzazione, ma anche in quanto analisi configurata per essere letta da un pubblico di appassionati. Non vedo senso critico, e l’utilizzo della punteggiatura è aberrante. Suggerisco una revisione approfondita.

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  4. Fabio Meschiari

    Ciao Lorenzo e grazie per il tuo commento. Insomma sarei bocciato su tutti i fronti? Mmmhhh, mi dispiace veramente avere un parere diverso dal tuo su questo disco e ancor di più aver cannato l’esegesi, la parte introduttiva, non avere senso critico ed avere un senso della punteggiatura aberrante. Trattasi sempre di opinioni: la mia e pure la tua.
    PS – Ti sei dimenticato anche altre lacune e difetti che ho… Suggerisco di riportarle in maniera approfondita.

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  5. Andrea Sacchi

    Manchi di esegesi e di supercazzola, fattene una ragione

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