Dai Lo – Recensione: The Constant Threat Of Accidental Death

Suonano dal 1999 i Dai Lo, hanno condiviso palchi con DogFashionDisco, Fishbone e Linea 77 fra gli altri, ma il loro debutto discografico è deludente dall’inizio alla fine: grunge/rock distaccato, emotività pari a zero e banalità a livelli imbarazzanti. Le coordinate sono quelle dei Puddle Of Mudd più antipatici, melodie dal sapore inesistente si accavallano le une sopra le altre senza provocare alcun interesse. Giocano a fare i rocker, i Dai Lo, addirittura si cimentano nell’ardua impresa di imitare i Faith No More di ‘King For A Day’ in ‘House Of Cards’ ma non ce la fanno, sono troppe le soluzioni campate in aria e nessuna di queste è minimamente votata ad esplodere in riff particolari o strutture originali. I Dai Lo sono troppo superficiali per essere "rock" e poco grezzi per assumere i connotati di una "nu-grunge band". Anche la voce, è fastidiosa: stridula e collegiale quanto basta per dimenticarseli in fretta e passare immediatamente al link successivo.

Voto recensore
4
Etichetta: Copro/Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: 01. Vigilante
02. House Of Cards
03. The Devil's Prize
04. Irresistible Force vs. Immovable Objects
05. Misery Machine
06. Interlude
07. Green Umbrella
08. Have It Your Way
09. Golden Rule
10. Close
11. The Push
12. One Man's Meal
13. Dead Man's Suit

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