Elegy Of Madness – Recensione: The Bridge Of Sighs

“The Bridge Of Sighs” è il disco d’esordio dei tarantini Elegy Of Madness, quintetto dedito ad un ghotic metal con female vocals. Per differenziarsi dalle carriolate di band che stanno copiando senza ritegno alcuno Epica e Whitin Temptation, i nostri preferiscono concentrarsi su un genere più votato ai tecnicisimi del prog piuttosto che lasciarsi andare a facili tentazioni sinfoniche. Certo, non mancano parti più soft arricchite da arrangiamenti orchestrali, ma la volontà è quella di concentrarsi su ritmiche intricate e duelli chitarra – tastiera di scuola hard prog, lasciando le parti vocali alla timbrica lirica e limpida di Anja. La ricetta sembrerebbe sulla carta quella giusta, ma non sempre gli Elegy Of Madness colpiscono il centro perfetto, perché sono soprattutto le melodie ad essere penalizzate in alcune song. Niente da dire sull’abilità della frontgirl, ma a mancare nella prima parte del disco sono proprio le linee del cantato, che faticano maledettamente ad entrare in testa, tanto che quasi non si riconoscono i ritornelli. Il desiderio della band di scrollarsi di dosso i clichè del genere diventa così un’arma a doppio taglio, che li limita dal punto di vista dell’orecchiabilità. “The Bridge Of Shapes” dà il meglio di sé nelle parti strumentali di “Voices”, nelle digressioni settantiane (“Agony”) e nei coraggiosi inserti elettronici (“Another Path”). Il primo passo ufficiale degli Elegy Of Madness è servito per rompere il ghiaccio, ora non resta che aggiustare il tiro in attesa del secondo album. Le qualità ci sono tutte.

Voto recensore
6
Etichetta: Sweet Poison Records / Self

Anno: 2009

Tracklist: 01. Prelude
02. Elegy Of Madness
03. Voices
04. Threshold
05. No Names
06. Another Path
08. Master Of My Dreams
09. Agony Part 2 (Sad Wind)

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Elio T.

    Ciao,
    il nome dell’album è “Bridge Of The Sighs” e non “Bridge Of The Shapes”,come descritto nella foto che tralaltro lè stata caricata storta.

    Condivido comunque la tua opinione riguardo gli arrangiamenti che si concentrano troppo sulle
    misure composte(odd times),qualche cambio di BPM e assoli vari ma poco sui ritornelli e l’orecchiabilità.

    Un vero peccato,perchè la volontà di fare qualcosa di diverso dal solito c’è..speriamo un eventuale album ci regali qualche sorpresa!!

    Elegy Of Madness ed Agony pt2 a mio avviso le canzoni più scorrevoli ed orecchiabili che permettono all’ascoltatore di stampare in mente i ritornelli!!

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