Sacred Steel – Recensione: The Bloodshed Summoning

La rinnovata line-up dei Sacred Steel torna all’attacco dopo “Carnage Victory” (2009) con una nuova e sferragliante creatura intitolata “The Bloodshed Summoning” che non si discosta di molto dall’impronta che Gerrit Mutz (cantante) e compagni hanno deciso di dare alla loro creatura ormai da alcuni anni. La band di Ludwigsburg ha iniziato la propria carriera all’insegna di un potente epic power metal ma dall’uscita della band del chitarrista Jorg Knittel la deriva verso un pugnace e arrembante thrash metal ha continuato la propria marcia.

Questo fatto è dovuto senz’ombra di dubbio all’ingresso nella band del nuovo chitarrista Jonas Khalil, nonché del bassista Kai Schindelar, entrambi decisamente più estremisti.

La vecchia guardia dei Sacred Steel, che si compone anche del batterista Mathias Straub (ottimo drummer davvero) e del chitarrista ritmico Jens Sonnenberg (nei primi anni della band si occupava del basso) hanno evidentemente giudicato positivamente questa lenta trasformazione, che inizia a farsi intravedere timidamente già negli inserti growl di Gerritz in “Slaughter Prophecy” del 2002, quando la line-up era ancora quella storica.

Ad ora sottolineiamo come la caratura del songwriting dei tedeschi sia maturato bene anche in ambito più estremo, come dimostra fin dall’inizio la carica della veloce opener “Storm Of Fire 1916” o ancora la distruttiva “Under The Banner Of Blasphemy”.

Il metal classico si fa intravedere in brani quali l’ottima title-track o nell’onirica “Crypts Of The Fallen” (brani dalle tinte vagamente Mercyful Fate) ma assume i connotati più cupi e pesanti del power thrash USA abbandonando quasi del tutto (almeno per questa release) l’epic power di tradizione Manowar.

Il risultato è un CD di thrash/power che farà la gioia di chi ama il metal più sferragliante e cupo, violento e veloce, che non cede mai un grammo di potenza o atmosfera alla melodia facile e prevedibile.

Aggiungiamo un elogio per la sezione ritmica della band in cui emerge sempre il veterano Mathias Straub… preciso, energico motore che consente a brani possenti come “The Night They Came To Kill” di colpire a dovere.

Concludiamo citando la divertente cover della song dei Misfits intitolata “Dig Up Her Bones”, di cui i Sacred Steel riescono a rivisitare a modo loro la vena rock semplice e diretta.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Cruz del Sur

Anno: 2013

Tracklist:

01. Storm Of Fire 1916
02. No God / No Religion
03. When TheSiren Calls
04. The Darkness of Angels
05. The Bloodshed Summoning
06. Under The Banner Of Blasphemy
07. Black Towers
08. Crypts Of The Fallen
09. The Night They Came To Kill
10. Join The Congregation
11. Journey Into Purgatory
12. Doomed To Eternal Hell
13. Perversions Of The Scriptures
14. Unbinding The Chains
15. Dig Up Her Bones (Misfits cover)


Sito Web: http://www.sacredsteel.eu/

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