Every Time I Die – Recensione: The Big Dirty

Tornano gli Every Time I Die, dopo il precedente ‘Gutter Phenomenon’ che li aveva portati all’onore delle cronache per il loro hard-rock sporco di metalcore, o viceversa. Tornano con questo ‘The Big Dirty’ e la miscela si sposta decisamente verso la parte metallica del suono del quintetto proveniente da Buffalo. Soprattutto nella prima meta’, la band si avvicina pericolosamente ad una formula di metalcore ormai troppo abusata: sebbene sia ancora presente la loro matrice, fatta di ritmiche intricate e continui cambi di tempo, il suono finisce per ripercorrere sentieri ormai troppo battuti di recente.

Per fortuna, nostra e loro, il gruppo si ricorda delle sue origini e nella seconda parte del disco da’ fondo a tutto il suo repertorio, sfornando pezzi quasi folk, sicuramente divertenti e mai banali. ‘Rendez-Voodoo’, ‘INRIhab’ o la conclusiva ‘Imitation Is The Sincerest Form Of Battery’ alzano decisamente il livello medio del disco, che gia’ prima comunque si era guadagnato una sonora sufficienza.

Resta, forte, il dubbio che anche questo nuovo disco degli Every Time I Die non consentira’ loro il salto di livello, soprattutto nel mercato statunitense. Ma in fondo qualita’ del prodotto e quantita’ di copie vendute, si sa, non vanno mai a braccetto.

Voto recensore
6
Etichetta: Ferret Music / Andromeda

Anno: 2007

Tracklist: 01. No Son Of Mine
02. Pigs Is Pigs
03. Leatherneck
04. We'rewolf
05. Rebel Without Applause
06. Cities And Years
07. Rendez-voodoo
08. A Gentleman's Sport
09. Inrihab
10. Depressionista
11. Buffalo Gals
12. Imitation Is The Sincerest Form Of Battery

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