Amplifier – Recensione: The Astronaut Dismantles HAL

Creatura davvero curiosa, gli Amplifier. Che la curiosità possa essere suscitata a tavolino è un dubbio lecito: il mix di emo, industrial, low-fi, prog e indie rock produce delle sonorità intriganti ma che non si distanziano troppo dai Tool più melodici e meno heavy, con spruzzate di Radiohead qua e là (ascoltare gli inserti melodici chitarristici dell’opener per credere). A rendere il tutto più personale ci pensa lo stile “immediato” del cantante Sel Balamir, a tratti sorprendentemente vicino a quello di Keith Caputo! ‘The Astronaut Dismantles HAL’ segue a poca distanza l’uscita, in Italia, del primo full length della band inglese, giustificando adeguatamente i responsi positivi con cui quest’ultimo era stato accolto e gettando le basi per l’attesa di un nuovo sforzo su lunga durata. Forse la tempistica del tutto lascia un po’ perplessi, ma si tratta di un discorso riguardante lo scenario prettamente italiano, legato alla distribuzione. Che comunque ci ha permesso di scoprirli…

Difficile isolare un episodio, tanto questo EP vive di atmosfere rarefatte squarciate da brevi fulmini, come i sintetizzatori seguiti da una batteria asettica all’inizio di ‘Into The Space Age’ o la melodia ripetitiva e sognante disegnata dalla chitarra di Balamir nell’intro della dolce ‘For Marcia’. Un lavoro fatto prima di tutto di emozioni, che gli strumenti musicali cercano di suggerire più che imporre, in perfetta armonia con il concetto di minimalismo sonoro alla base della poesia che gli Amplifier costruiscono. Uno di quei classici casi in cui cercare di giudicare o cristallizzare con qualche breve fase il contenuto di un’opera è impresa che richiede un distacco che è esso stesso in perfetta antitesi all’essenza dell’opera stessa. ‘The Astronaut Dismantles HAL’ è fatto per lasciarsi trasportare. Il rischio di fermarsi e chiedersi se davvero sta succedendo qualcosa è dietro l’angolo, ma se ci si lascia trascinare al centro del loro vortice musicale non si può che restare ipnotizzati.

L’incantesimo riesce abbastanza bene: i quasi quaranta minuti che costituiscono questo EP sono un susseguirsi di umori ed emozioni molto variegato, il che consente agli Amplifier di mantenere alto quel tasso di curisoità che è senza dubbio la loro carta vincente.

Voto recensore
6
Etichetta: SPV/Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist:

01. Continuum
02. Into The Space Age
03. For Marcia
04. The Brain Room
05. Everyday Combat
06. Live Human


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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