Behemoth – Recensione: The Apostasy

Squadra che vince non si cambia. Chi tra voi ha buona memoria, forse ricorderà che la recensione di ‘Demigod‘, penultima release dei polacchi Behemoth, terminava proprio con queste parole, a significare come le band continuasse a proporre un trademark sonoro ben specifico ma immutato nel tempo. Se una mossa simile rende la release di turno appetibile per i fan, di certo limita molto sul versante creativo, soprattutto quando è palese che un combo di tale esperienza possa osare di più.

In questo senso il nuovo ‘The Apostasy‘ è stato un vera sorpresa. Non ci sono scossoni particolari al genere di riferimento, questo sia chiaro, ma il four-piece mostra finalmente quel coraggio che negli ultimi anni sembrava essersi assopito, grazie a una serie di brani non solo eccellenti sul versante esecutivo, ma altrettanto emozionanti e indice di un songwriting finalmente evoluto.

The Apostasy‘ è senza dubbio il disco più “tecnico” della band, la velocità di esecuzione e la violenza di fondo non lasciano particolari compromessi alla melodia, ma nel complesso i pezzi sono più duttili, tra cambi di tempo, una sezione ritmica assai precisa e un lavoro alle chitarre di Nergal e Seth assolutamente da applausi.

Si comincia subito bene con la tellurica ‘Slaying The Prophets Ov Isa‘, un brano che non fa prigionieri spezzato all’interno da oscuri rallentamenti e da un alone epico assicurato dalla presenza di un trio di trombettisti che partecipa al platter in veste di guest. Da citare anche ‘Kriegphilosophie‘, dal riffing maligno e arricchita da un’enfatica apertura melodica e ancora ‘Libertheme‘, che vede la partecipazione di Warrel Dane dei Nevermore in veste di vocalist. Il succitato brano si rivela un buon punto d’incontro tra le sonorità delle due band, con risvolti epici da un lato e la malinconica voce di Warrel dall’altro. Notevole inoltre ‘Pazuzu‘, che pone sugli scudi la sezione ritmica formata da Inferno e dal sempre ottimo Orion, il cui strumento (il basso) guadagna molto alla luce di una produzione potente e pulita.

Forse ‘The Apostasy‘ non cambierà le regole del death metal più tecnico e intransigente, ma era da tempo che aspettavamo dai Behemoth un disco che spezzasse con il passato senza rinnegare la propria natura. Il momento è finalmente arrivato.

Voto recensore
7
Etichetta: Regain / Self

Anno: 2007

Tracklist:

01.Rome 64 C.E.
02.Slaying The Prophets Ov Isa
03.Prometherion
04.At The Left Hand Ov God
05.Kriegphilosophi
e06.Be Without Fear
07.Arcana Hereticae
08.Libertheme
09.Inner Sanctum
10.Pazuzu
11.Christgrinding Avenue


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login