Ancient Bards – Recensione: The Alliance Of The Kings

Italia amore mio! Per carità, l’affermazione non ha alcuna attinenza con la canzone (?) sanremese di Pupo e Filiberto, ma è un sincero attestato d’affetto e di stima verso le band italiane, vista la qualità delle uscite degli ultimi tempi. Non stiamo facendo nessun tipo di campanilismo, ma quando abbiamo il piacere di ascoltare album come quello degli Ancient Bards, non possiamo che applaudire convinti. Il gruppo riminese fa il suo esordio ufficiale con questo “The Alliance Of The Kings“, a soli tre anni dalla propria nascita, ma se le qualità ci sono, perché aspettare? I nostri propongono un power metal sinfonico ed epico, variegato e cangiante, supportato a dovere dalla splendida voce di Sara Squadrani. Gli Ancient Bards si rifanno ai Rhapsody di “Dawn Of Victory”, quelli più maturi e ricchi a livello di arrangiamenti, non disdegnando puntatine nel metal neoclassico ed in quello barocco. “The Alliance Of The Kings” è un lavoro completo ed affascinante, che farà strabuzzare gli occhi ai patiti del genere. Il disco parte lancia in resta con l’opener “The Birth Of Evil“, un pezzo speed, arricchito da un refrain irresistibile e da stacchi sinfonici. La voce di Sara è altissima e limpida, ma non cade nella tentazione di utilizzare il registro lirico, risultando convincente anche quando occorre la spada e non il fioretto. Certe song risultano più canoniche, puntando sull’immediatezza tipica del power corale dei Dark Moor, ma gli Ancient Bards si cimentano anche nella costruzione di architetture sonore complesse, con l’utilizzo del basso come strumento solista (“Only The Brave“) e momenti acustici, oltre alle immancabili keys di Daniele Mazza, protagoniste assolute con passaggi battaglieri e boombastici (frequente l’uso dei fiati). I brani più riusciti, se vogliamo, sono quelli più lunghi e complessi (“Daltor The Dragonhunter” e “Faithful To Destiny” che superano gli otto minuti), perché mettono in mostra le capacità dei nostri in fase di songwriting. Certo, qualche spigolo è da smussare e qualche ingenuità è ancora presente (i momenti cantati in italiano suonano meno convincenti), ma si tratta pur sempre di un esordio. Accogliamo con un saluto trionfale l’ingresso sul campo di battaglia degli Ancient Bards.

Voto recensore
8
Etichetta: Limb Music / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist:

 

01. Prelude

02. The Birth Of Evil

03. Four Magic Elements

04. Only The Brave

05. Frozen Mind

06. Nightfall In Icy Forest

07. Lode Al Padre

08. Daltor The Dragonhunter

09. Farewell My Hero

10. Faithful To Destiny


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