Dopo un primo album potente ma del tutto impersonale e una seconda uscita che prometteva cose interessanti, questo terzo lavoro in studio era atteso come quello decisivo per capire dove potessero andare i Bonded By Blood.
Purtroppo dobbiamo constatare che nonostante alcuni spunti interessanti, specie nei brani più elaborati, i Bonded By Blood non riescono a dare quella svolta sperata e si perdono troppo di sovente dietro standard esageratamente scopiazzati dal vecchio thrash (come in “Sheperds Of Rot”, “Show No Fear” o “In a Wake”), ma soprattutto mostrano una carenza non indifferente nella prestazione svociata del nuovo singer Mauro Gonzales (piatto e senza cattiveria).
Tenendo conto che la band non cerca minimamente di proporre qualcosa di anche solo lontanamente originale, la qualità globale della proposta ci pare il minimo e invece ci si trova ad ascoltare tante canzoni che una qualsiasi band da demo degli anni ottanta sarebbe stata in grado di confezionare e che solo il buon livello del chitarrista Juan Juarez e una discreta qualità della registrazione riescono a tirar fuori dal baratro dell’insufficienza pesante.
Brani come la title track, “I Can’t Hear You” o “Left Behind” ci paiono avere qualcosa in più della media, ma nel complesso la delusione è cocente. Alla fine il brano con più grip pare essere la calligrafica e ripulita cover di “Killing In The Name Of” dei Rage Against The Machine… fate voi…











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