The Adicts – Recensione: And It Was So!

Attivi dal lontano 1975, i “drughi” The Adicts sono certamente una delle punk band inglesi più longeve e caratteristiche della scena. Il collettivo di Ipswich si è distinto per aver adottato un look ispirato alla celebre gang di Arancia Meccanica e anche per aver affrontato la massima espansione della cultura punk con un approccio differente, più votato al divertimento e all’amore (sempre con un tocco di sarcasmo) piuttosto che a tematiche impegnate o di carattere politico/sociale.

Una scelta simile ha fatto sì che già a partire dai primi anni’80, gli Adicts avessero sviluppato numerose influenze pop e folk con un grande anticipo rispetto alle successive evoluzioni del sound. L’aggiunta di elementi teatrali e un certo gusto cabaret nelle performance dal vivo, ha reso i nostri un ensemble del tutto sopra le righe. “And It Was So!”, undicesimo studio album e primo per la Nuclear Blast, ribadisce tutto questo.

Dagli inglesi non dobbiamo aspettarci altro se non un’infilata di potenziali hit, canzoni dalla struttura strofa-ritornello-strofa tendenzialmente brevi ma efficacissime. Il singolo apripista “Picture The Scene” conferma le doti vocali di certo non eccelse ma perfette per il contesto di Keith Warren, sempre un ottimo performer e le piacevoli linee melodiche della chitarra di Pete Davison, autore di ficcanti assoli.

Le canzoni scorrono velocemente senza mai annoiare, forti di chorus che rimangono subito in testa e soluzioni che talvolta strizzano l’occhio al pop, ma ben inserite. “Fucked Up World”, “Talking Shit”, “Wanna Be”, la più spedita “Gimme Something To Me” e “Deja Vu” non sono nè più nè meno che degli inni da pub da cantare a squarciagola, senza pensieri.

E in fondo gli Adicts restano una punk rock band vecchio stampo, i loro pezzi non sono certo tecnici o con la pretesa di cambiare le sorti della scena, ma divertono, intrattengono a lungo e ci strappano un sorriso. In alto i boccali e buon ascolto!