Tesseract – Recensione: Sonder

“Polaris” aveva rappresentato la svolta “pop” dei TesseracT (passateci la catalogazione) cioè un approccio decisamente più soft a quel sottogenere che hanno contribuito a creare (il djent)… svolta che non rinnegano anzi accentuano con questo “Sonder” (parola senza apparente significato a meno che non siate conoscitori del “Dizionario Dei Dolori Oscuri” di John Koenig per il quale “Sonder” è una sorta di sintonia con lo sconosciuto )… album breve ma intenso.

Certo ridurre la produzione degli inglesi a esordi “pesanti” e sviluppi “leggeri” è decisamente riduttivo perché i nostri hanno dimostrato una spiccata libertà di espressione e un più che discreto successo di pubblico; lo dimostrano riff e ritmica di “Luminary” che intrecciandosi con la linea vocale di Dan Tompkins di chiara matrice progressive confermano una formula vincente e consolidata. Il cantante, anche grazie alle collaborazioni avute esternamente alla band (Skyharbor, White Moth Black Butterfly, ecc…) ha preso consapevolezza del proprio ruolo e calza a pennello su composizioni che presupporrebbero un approccio più aggressivo (“King”, “Juno”).

“Beneath My Skin” è ipnotica nei suoi arpeggi cristallini e nel ritmo sostenuto da Jay Postones fino all’esplosione del riff nella porzione finale del pezzo; troviamo inoltre la riproposizione di “Smile”, singolo già uscito l’anno scorso che aveva spezzato l’attesa del nuovo album e all’epoca del quale la band annunciò anche un tour mondiale proprio per questo 2018.

“Smile” rimane uno dei pezzi più convincenti della proposta attuale dei TesseracT band che oggi preferiamo forse in sede live perché le loro composizioni hanno, in questa dimensione, tutt’altro “grip”; nulla da eccepire ancora una volta sulla produzione di Acle Kahney ma quel senso di algida perfezione che caratterizza la band dai suoi esordi ha un senso più compiuto su un palco.

Al contrario sono estremamente profondi i testi di Tompkins che parla dell’arte della comunicazione come via per non perdere il contatto con il resto del mondo; e la tecnologia può solo aiutarci in questo visto l’enorme passo in avanti che è stato fatto rispetto a qualche decade fa.

“Sonder” è un po’ il compendio di tutto il tragitto artistico compiuto dai TesseracT fino ad oggi: echi dei momenti più oscuri di “One”, i paesaggi musicali più eterei di “Altered State” e l’immediatezza di “Polaris”… il tutto condensato in poco più di mezz’ora solo apparentemente superciale.

Unici… a loro modo…

Voto recensore
7,5
Etichetta: Kscope

Anno: 2018

Tracklist: 01. Luminary 02. King 03. Orbital 04. Juno 05. Beneath My Skin 06. Mirror Image 07. Smile 08. The Arrow
Sito Web: https://www.tesseractband.co.uk/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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