Bearvsshark – Recensione: Terrorhawk

Bravi. Uno non se li aspetta così bravi, ma loro sanno stupirti ancora. I BearVsShark si attestano saldamente in territori prima solo sfiorati, schiudendosi a nuove atmosfere. Se la base rimane fermamente ancorata all’emo, la band statunitense ha il coraggio di rischiare e di inserire passaggi che richiamano a mondi diversi. Emerge la sconclusionata sfrontatezza dei Part Chimp, la passione per l’indie degli Husker Dü e le atmosfere dilatate dei Cold Play, con l’intro di piano di ‘Baraga Embankment’ che farà scattare più di un accendino in sede live.

È comunque la capacità di variare di volta in volta le atmosfere, cambiando le note come i colori di una tavolozza, scegliendo però sempre tonalità delicate, anche nei momenti più “rabbiosi”, in linea con un artwork semplice ma decisamente curato. Spiace continuare a sentire le aperture stonate del cantante Marc Paffi che, per quanto istrionico e mai banale, mostra ancora alcune pesanti carenze, soprattutto nelle parti di passaggio dal melodico al tipico urlato emo.

Difficile però non accontentarsi, di fronte ad un lavoro come ‘Terrorhawk’. È uscito a giugno, ma arriva a noi solo adesso. Non aspettate altro tempo.

Voto recensore
7
Etichetta: Equal Vision

Anno: 2005

Tracklist:

01. Catamaran
02. 5, 6 Kids
03. Six Bar Phrase Hey Hey
04. The Great Dinosaurs With Fifties Section
05. Baraga Embankment
06. Entrance of the Elected
07. Seven Stop Hold Restart
08. What A Horrible Night For A Curse
09. Out Loud Hey Hey
10. India Foot
11. Antwan
12. I Fucked Your Dad
13. Heard Iron Bug, "They're Coming To Town."
14. Song About Old Roller Coaster
15. Rich People Say Fuck Yeah Hey Hey


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