Sunn O))) – Recensione: Terrestrials

Terrestrials” è un album che nasce quasi per caso, o forse per gioco, magari da una jam che si è trasformata in qualcosa di più serio. I protagonisti sono gli Ulver e i Sunn O))), due entità tra le più eclettiche e intellettuali nel panorama non squisitamente metal ma musicale tout-court odierno. Tutto ha inizio nell’Agosto del 2008, quando i gruppi si trovano a dividere il palco in occasione dell’Oya Festival, per poi recarsi nello studio di Oslo degli Ulver (il Crystal Canyon) e improvvisare. Ci sono voluti cinque anni perché nascesse “Terrestrials”, poiché i due ensemble, in seguito assorbiti dagli impegni personali, vi si sono dedicati solo in modo sporadico, con brevi incontri e ulteriori registrazioni. Ora, di fronte al risultato finito, potremmo dire che “Terrestrials” nella sua breve durata (soltanto 35 minuti) avrebbe potuto essere con più logica uno split Ep, invece lo troviamo licenziato da Southern Lord come un vero e proprio full-length. Poco male, nonostante questa doverosa specificazione, la qualità del prodotto è inattaccabile e risente in modo vistoso tanto dell’algida sperimentazione dei norvegesi quanto del tocco desertico degli americani.

“Let There Be Light” parte dal silenzio totale per trasformarsi in una traccia ricca di enfasi dove confluiscono folgori elettroniche e sensazioni di crescendo, arricchita da archi e fiati che le donano vibrazioni jazzistiche. Fumoso e oscuro, il brano lascia spazio all’onirica “Western Horn”, episodio dilatato e lisergico decisamente più nelle corde di Anderson e O’Malley, un monolite nero dai movimenti pachidermici. Si chiude con l’unico brano in cui compare la voce di Kristoffer Rygg, ovvero “Eternal Return”, episodio dal flavour arcaico e ritualistico che parte da una linea di basso monotona evolvendosi poi in modo solenne, per tornare al silenzio sul finale.

“Terrestrials” è dunque una interessante testimonianza sulla collaborazione di due entità per certi versi affini ma anche profondamente diverse. Un esperimento ben riuscito, sebbene non vanti le pretese del masterpiece.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Southern Lord

Anno: 2014

Tracklist:

01.  Let There Be Light

02.  Western Horn

03.  Eternal Return


Sito Web: http://sunn.southernlord.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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