The Great Deceiver – Recensione: Terra Incognito

Importuna l’hardcore, così come il death metal, la psichedelia e l’industrial. Si chiama ‘Terra Incognito’ e prosegue il viaggio iniziato con ‘A Venom Well Designed’ risalente ad un paio di collaborazioni fa. Tompa fa il suo, ci mette ogni possibile influenza raccolta negli anni e con la guida di Daniel Bergstrand presenta dieci momenti nei quali si alternano una ‘Today’ diretta e pressante, una ‘We-The Dead’ adagiata su uno dei riff più pesanti del lavoro sino a giungere con ‘Lake Of Sulphur’ al riassunto dell’intero lavoro. Una canzone che lascia ben intuire come l’hardcore possa non essere solo ripetitività e costruzioni squadrate ma creatività e sacca di spunti per coloro che hanno intenzione di osare con una materia dura da malleare. ‘Marathon Man’ è disperante nel tentativo (riuscito) di portare death e psichedelia a braccetto in una danza aggraziata e colma di tensione così come ‘Faust In Exile’ diventa cammianta marziale lungo il confine di una doppia personalità strattonata fra distrosioni e voci pulite, compressa nei differenti punti di vista delle ritmiche e delle melodie ed imprigionata in qualche angolo dei Fields Of The Nephilim. ‘Terra Incognito’ è un disco che si pone ai confini di alcune direttive della musica pesante e trae spunto da ciascuna di esse, oltre che dall’ingegno, per coniugarle in un nuovo possibile scenario. Una traiettoria da tenere sotto controllo per vederne frutti e risultati e, per un’altra volta, rispondere a coloro che credono che il metal sia morto.

Voto recensore
7
Etichetta: Peaceville / Andromeda

Anno: 2004

Tracklist: 01. Today
02. We - The Dead
03. Lake Of Sulphur
04. From Bereavement To Resignation
05. Marathon Man
06. The Heel On The Throat Of The Young
07. Faust In Exile
08. Forward / Willing / Sickness
09. Conspiracy Theorist
10. Worm Of Truth

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