Deathstars – Recensione: Termination Bliss

Gli svedesi Deathstars, realtà industrial metal nordeuropea (tra le cui fila militano ex membri di Dissection e Swordmaster) che in patria gode di un seguito estremamente numeroso, tornano con il nuovo album ‘Termination Bliss’, un ottimo platter di genere che evidenzia la capacità della band di bilanciare con estrema disinvoltura una facciata graffiante ed aggressiva ad un’altra molto più catchy e “ruffiana”, però mai eccessivamente plastificata o zuccherosa.

I Deathstars picchiano duro (ascoltare per credere ‘Blitzkrieg’ o ‘Play God’) ma i loro brani non mancano mai di immediatezza, i refrain sono sempre esplosivi e si imprimono in mente fin dal primo ascolto (un esempio su tutti è ‘Death In Vogue’, irresistibile track da goth party!).

I norvegesi mostrano inoltre una buona capacità nel miscelare varie sfaccettature sonore, dai riff compatti e marziali debitori ai Rammstein più “pesanti” che potremo ascoltare sulla già citata ‘Blitzkrieg’ e su ‘Trinity Fields’, a divagazioni sinfoniche che mischiano al sapore epico un’immediatezza non comune.

Ma i Deathstars riescono ad essere anche tremendamente sornioni e sfacciati, sfiorando i lidi del pop elettronico in ‘The Last Ammunition’, una song molto fruibile che tuttavia affianca al ritornello canterino delle parti elettroniche oscure e martellanti, e ancora nel lento che porta il titolo dell’album, un episodio sognante e malinconico, ideale per danzare insieme alla damigella gotica (o al fascinoso vampiro, ci mancherebbe!) del vostro cuore.

Come dite? Troppo mascara e poco metallo? Forse sì, ma per una volta infischiamocene e scateniamoci insieme ai Deathstars!

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclearblast / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist:

01.Tongues
02.Blitzkrieg
03.Motherzone
04.Cyanide
05.Greatest Fight On Earth
06.Play God
07.Trinity Fields
08.The Last Ammunition
09.Virtue To Vice
10.Death In Vogue
11.Termination Bliss


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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