Naglfar – Recensione: Téras

“Téras” marchia a fuoco il ritorno sugli scaffali dei black metallers svedesi Naglfar. Li avevamo lasciati con “Harvest”, nel 2007, e la loro collaudata formula non è mutata in modo sostanziale. Da pionieri del sound black svedese (“Vittra”, 1995) a conservatori di un certo status quo stilistico, il passo artistico è stato in realtà breve. Alla band di Umeå è infatti bastato confermare, album dopo album, una ricetta basata su un riffing teso e potente, simile, per certi versi, ai connazionali Dissection, Setherial e Watain, irrorandolo con il robusto sangue death (questo sin da “Diabolical”, 1998).

Il risultato, anche in questa loro ultima fatica, è un sound dal grande impatto frontale (“Invoc(H)ate”), che non fa grandi concessioni alla melodia e all’atmosfera, concentrandosi più che altro sul groove (“III: Death Dimension Phantasma”). “Téras” suona dunque duro e concreto come un macigno, ma ne dimostra anche la scarsa brillantezza e originalità di fondo.

Di per se i brani proposti da Kristoffer Olivius (ex Bewitched e Setherial) e compagni funzionano a dovere, come una tempesta di riff e furiosi blast-beat, ma, ad un’analisi più approfondita, rivelano tutti i loro limiti, nella misura in cui ribadiscono soluzioni e situazioni musicali già sentite. Ad esempio “Pale Horse” ricorda (anche liricamente) i Satyricon di “Nemesis Divina”, mentre “Bring Out Your Dead” richiama il sound dei Carpathian Forest. Anche nelle altre composizioni sono presenti riferimenti ad ulteriori band, che rendono l’album una sorta di bigino del black metal, compromettendone di fatto la personalità.

Il grande difetto dei Naglfar post Jens Rydén (primo chitarrista e cantante, ora in forze a Thyrfing e Profundi) è infatti sempre stata una certa anonimità e opacità di fondo, un aspetto convenzionale e di già sentito, che di sicuro non rende giustizia all’esperienza e alle indubbie capacità della band svedese.

Ciò detto “Téras” si presenta senz’altro in modo sufficiente, grazie soprattutto ad una resa sonora davvero potente e cristallina, che esalta le performance strumentali di Andreas Nilsson (chitarra) e Marcus Norman (basso e tastiere). Rimasti orfani del batterista di ruolo, le pelli sono state suonate e registrate da Dirk Verbeuren, session-man di lusso (Soilwork, Scarve, Phaze I) che conferma la vicinanza dei nostri alla scena death europea. Un album di prammatica, che non farà la storia del black metal, ne in negativo ne in positivo.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Century Media Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Téras 02:16
2. Pale Horse 03:38
3. III: Death Dimension Phantasma 04:15
4. The Monolith 06:33
5. An Extension Of His Arm And Will 04:46
6. Bring Out Your Dead 04:49
7. Come Perdition 05:43
8. Invoc(H)ate 04:24
9. The Dying Flame Of Existence 08:11


Sito Web: http://www.naglfar.net/

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