Teodasia – Recensione: Metamorphosis

I Teodasia sono saliti alla ribalta nell’ultimo periodo per aver accolto nei propri ranghi Giacomo Voli, vocalist passato in tivù nel talent show “The Voice” e, più recentemente, scelto dai Rhapsody Of Fire per sostituire l’ingombrante figura di Fabio Lione. Restiamo però concentrati su questa seconda uscita della band veneta, che ha visto cambiare profondamente la propria line up dopo il buon esordio “Upwards”. Come si evince dal titolo dell’album, tante cose sono mutate in casa Teodasia, soprattutto nel sound, che si è spinto verso un progressive metal delicato ed intimista, abbandonando parzialmente le tentazioni gothic sinfoniche degli esordi.

Le orchestrazioni sono ancora parte integrante del sound di “Metamorphosis“, ma sono solo una sfaccettatura della poliedricità compositiva dei nostri. I brani, fin dall’opener “Stronger Than You“, ci mostrano la volontà di spaziare tra vari generi, dall’heavy sinfonico, fino all’hard prog, passando per il rock americano ed è questo forse il limite maggiore del disco. Da ogni nota, ogni passaggio strumentale, ogni melodia disegnata da Voli, si percepiscono le capacità di una squadra dalle grandi potenzialità, che ancora deve trovare il proprio gioco. I Teodasia ci regalano comunque momenti di ottima musica e song che lasciano il segno, come la melliflua “Release Yourself“, che mi ha ricordato gli Evergrey, o la magniloquente “Two Worlds Apart“. Il nuovo frontman, che nel range più alto mi ha ricordato per espressività e naturalezza il grande Roberto Tiranti, duetta in “Two Worlds Apart” con Chiara Tricarico dei Temperance, in uno degli episodi più riusciti di “Metamorphosis“.

Il secondo capitolo della discografia dei Teodasia, pur dovendo far fronte a cambi importanti in seno al gruppo, si dimostra già di buon livello, mettendo in mostra una band matura, che cerca di staccarsi dai soliti cliché italiani, per esplorare nuove strade. E come accade in questi casi, non tutti i sentieri battuti portano alla meta, talvolta si è costretti a tornare indietro e ritentare, vedi un paio di brani interlocutori di “Metamorphosis“. Ma i nostri hanno  grandi potenzialità che, siamo sicuri, esploderanno ben presto.

teodasia

Voto recensore
7
Etichetta: autoprodotto

Anno: 2016

Tracklist: 01. Intro 02. Stronger Than You 03. Release Yourself 04. Rise 05. Just Old Memories 06. Idols 07. #34 08. Two Worlds Apart 09. Diva Get Out 10. Gift Or Curse? 11. Redemption 12. Crossroads To Nowhere 13. Metamorphosis
Sito Web: https://it-it.facebook.com/teodasia/

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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