Charon – Recensione: Tearstained

Risale al 1992 la formazione di Charon, le cui origini poggiano sul death metal. Oggi, con il nuovo ‘Tearstained’, giungono al secondo album, arricchendo la proposta del precedente ‘Sorrowburn (1998)’ con l’;innesto di voce femminile e di clavicembalo. La decadenza, il gotico, la strada intrapresa da ‘Crimson’ dei Sentenced, ai quali faranno da gruppo spalla in Finlandia, sono le caratteristiche pregnanti di questo disco. ‘Worthless’ apre la nuova finestra, e per tutti coloro che hanno amato il debutto degli H.I.M. questo disco può rappresentare un ottimo ascolto. Sovrapposizioni liriche, tappeti ritmici che rivangano la perdizione in se stessi, come ci suggeriscono i testi, tengono compagnia in ‘ Tearstained’ come se quella del dolore fosse l’unica strada per esorcizzarlo, affrontandolo, insieme a Juha Pekka Leppaluoto, alla sezione ritmica di Antti Karihtala alla batteria e Teemu Hautamaki ed alle chitarre di Pasi Sipila. ‘Christina Bleeds’ e la parte finale del disco, a partire da ‘Your Christ’ sono addirittura maledettamente catchy e rappresentano al meglio la proposta musicale di Charon, volendo esagerare, il gotico che sorrdie all’A.O.R. in quanto a melodie. In complesso, un buon disco, che potrebbe piacere non solo ai die hard fan di ‘Crimson’ e degli ultimi Paradise Lost.

Voto recensore
6
Etichetta: Die Hard

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Worthless / Sorrowbringer / 4 Seasons Rush / Christina Bleeds / Deepest Scar / The Drift / Sin / Holy / Your Christ / As We Die / The Stone


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