Odyssea – Recensione: Tears In Floods

Capitolo primo dell’ axeman ligure Pier Gonella – fresco acquisto della scuderia Labyrinth – questo ‘Tears In Floods’ trova un’immediata identificazione nel filone “power non facile”. Non facile perché – dapprima – siamo di fronte ad un lavoro che entra dalla porta principale del succitato genere con ‘Fly’, un biglietto da visita targato Roberto Tiranti e degno di quel ‘Return To Heaven Denied’ che portò il metal tricolore su un gradino superiore, alla fine dei ’90. Ma è con le successive songs che ci troviamo a fare i conti con contaminazioni prog che sfociano in appassionanti ispirazioni al duo Malmsteen/Satriani. Questi ultimi sono le radici del riccioluto chitarrista e non si può negare, ma quello che cattura in prima analisi è la ruvidezza della sua esecuzione, la quale non risparmia saette naturali e dirette, esattamente come diretto è il suo approccio a questo strumento. Un suono sporco ma di classe, verrebbe da dire. La melodia è un altro punto cardine di ‘Tears In Floods’: avviene quindi che in un pezzo accattivante come ‘Falling Star’ ci si imbatta in un riff orecchiabile ma duro, che muta di continuo in un altalenare di suoni elettronici ed armonie, forti dell’ottimo lavoro del vocalist Carlo Faraci. Da segnalare l’impressionante similitudine della timbrica di quest’ultimo, al Meine d’oltralpe. Teniamo in analisi questo brano, proprio perché a nostro parere è il pezzo che meglio identifica il sound di questa novella banda di metallo pesante (ma non troppo). Si citava, righe sopra, di uno special guest quale Roberto Tiranti: ebbene il nostro non è solo, in quanto come altro ospite troviamo un Wild Steel che si esprime secondo i suoi migliori canoni in ‘Angel Cries’. Non si inventa l’acqua calda con questo album, certo, ma di sicuro possiamo dare per ineluttabile che in ‘Tears In Floods’ la genuinità la fa da padrone. E scusate se è poco!

VOTO: 8

Luca Bernasconi.

Dopo quattro anni di stand by dovuti agli impegni contingenti dei musicisti coinvolti, giungono al debutto discografico per Scarlet Records gli Odyssea di Pier Gonnella, attuale chitarrista dei Labyrinth. ‘Tears In Floods’ è un buon album di power/speed metal melodico giustamente basato sull’estro esecutivo dell’axe man, il cui principale punto di riferimento è un background neoclassico/malmsteeniano. I brani sono in prevalenza assimilabili al power melodico più in auge nella seconda parte della scorsa decade, basato su melodie sontuose e venate di sfaccettature prog, al tempo stesso dotato di ottimi cori e refrain di facile presa per l’ascoltatore. Citiamo qui brani come ‘Fly’ (che vede la partecipazione di Rob Tiranti dei Labyrinth alla voce), ‘Angels Cries’ (dove il guest è invece Wild Steel degli Shadow Of Steel) e la conclusiva ‘Creatures’, track dalla forte impostazione neoclassica. Non mancano momenti più particolari tesi a rendere maggiormente vario l’ascolto: la ballad ‘Falling Star’ e il mid-tempo ‘Try Again’, in cui Pier pone in primo piano le sue buone doti esecutive. Positivo il contributo del singer Carlo Faraci, dotato di una voce che riesce a imporsi in modo piuttosto convincente sia nei brani più tipicamente power, sia in quelli più atmosferici. Un altro buon espediente risulta essere lo sporadico utilizzo dei ricami elettronici, che riescono a dare sfumature “cupe” a buona parte dei pezzi. Certo ‘Tears In Floods’ non presenta chissà quali elementi nuovi ed originali, lo si può vedere come un disco datato che forse avrebbe raccolto più consensi se fosse uscito alcuni anni or sono, ma non si può certo obiettare la sua natura di lavoro composto con estrema onestà e professionalità inconfutabile. Un ascolto consigliato agli amanti del metal melodico.

VOTO: 6,5

Etichetta: Scarlet / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist:

01.Intro
02.Fly
03.The King
04.Falling Star
05.Burning Time
06.Try Again
07.Angels Cries
08.Tears In Floods Pt.1 (El Ultimo Canto)
09.Tears In Floods Pt.2 (Miserable Man)
10.Apocalypse Pt.1
11.Creatures


andrea.sacchi

view all posts

Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login