Creech – Recensione: Take It All

Ancora un Ep per i Creech, band per tre quarti australiana, che si cimenta in un rock sporco di stoner e grunge in cui emergono anche echi di Ted Nugent e compagnia sudista. Un Ep che arriva in Italia proprio mentre la band sta iniziando le registrazioni del suo primo album, dopo tre episodi sulla corta distanza che hanno messo in mostra tutti i pregi e i difetti del Creech-sound. I pregi stanno in un’elevata professionalita’ e in una buona capacita’ tecnica, due fattori che consentono loro di sembrare freschi e di annoiare difficilmente l’ascoltatore, anche nel caso in cui non sia un appassionato del genere. Una buona voce e ritornelli immediati ed orecchiabili fanno il resto.

Il difetto, pero’, e’ proprio quello di non aggiungere assolutamente niente di nuovo a quanto gia’ sentito in questi paraggi musicali. Ogni riff sembra pescato da qualche altra parte ed alla fine l’effetto e’ un po’ stancante, perche’ l’esperienza conta, cosi’ come la tecnica, ma la classe e l’inventiva contano ancora un po’ di piu’. Alla fine esce un dischetto onesto, non dannoso soprattutto alla luce dei suoi 26 minuti di durata, ma che di certo non rappresenta un classico del genere, ne’ tantomeno un must-have per i patiti del rock crudo e stradaiolo.

Voto recensore
6
Etichetta: Independent

Anno: 2005

Tracklist:

01. Tell Me Somthin'

02. Far Too Sober

03. Maia's Teething

04. Arrogant Call

05. Take It All

06. Donald


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