Untimely Demise – Recensione: Systematic Eradication

Che i canadesi con il thrash tecnico se la siano sempre cavata piuttosto bene non è una cosa che si scopre negli ultimi anni. Tradizionalmente molte della band provenienti dal paese nordamericano hanno mostrato una certa predisposizione a costruzioni più elaborate e maggior apporto di tecnica, rispetto all’impatto e all’aggressività tipiche del genere suonato a modello base. Non diversi appaiano gli Untimely Demise, che per quanto concerne la parte strumentale hanno senza dubbio molto in comune con la tradizione del techno-thrash tipico della seconda ondata delle band di genere.

Paragoni facili vengono a galla con band come (primi) Megadeth o simili, ma in buna sostanza “Systematic Eradication” dimostra una più che discreta personalità e la capacità di costruire canzoni ben identificabili, uscendo elegantemente dal più comune cul de sac del genere: limitarsi ad attaccare riff senza dar loro la necessaria fluidità d’ascolto.

Purtroppo tutto questo lavoro finisce in parte per essere vanificato da un voce davvero terribile, che sinceramente ricordavamo ancora peggiore nell’album di debutto, ma che anche qui svolge l’ingrato ruolo di perenne disturbatore.

Se pur comprendiamo la voglia della band di mantenere una coerenza con i propri intenti iniziali, continuando, come probabilmente pensato da subito, ad essere un progetto costruito intorno alla coppia Matt e Murray Cuthbertson, con il primo ad occuparsi di musica, chitarra e voce, e il secondo nel ruolo di bassista e scrittore di liriche, crediamo che da un punto di vista strettamente artistico dotare la formazione di un singer meno acido e sgradevole porterebbe fare un deciso salto in avanti.

Questo perché se ci fermiamo alla sola parte strumentale canzoni come “The Last Guildsman” (molto Megadeth oriented), “Redemption” o la più tirata, ma anche ricca di cambi di ritmo, “A Warrior’s Choice” non lasciano molto spazio a critiche e ci regalano alcune tra le migliori tracce di classic thrash ascoltate di recente. Non sappiamo però quanti dei possibili ascoltatori avranno la costanza di superare l’impatto con i limiti vocali e addirittura farsi piacere il ghigno acidulo di Matt Cuthbertson.

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18 Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Spiritual Embezzlement
02. The Last Guildsman
03. Somali Pirates
04. Redemption
05. Navigator’s Choice
06. A Warrior’s Blood
07. Revolutions
08. Escape From Supermax


Sito Web: https://www.facebook.com/UntimelyDemiseMetal

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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