Daniel Ekeroth – Recensione: Swedish Death Metal – La Vera Storia Del Death Metal Svedese

Validissima e quantomai opportuna questa pubblicazione ad opera dell’attenta Tsunami Edizioni. Il libro scritto qualche anno fa da Daniel Ekeroth, qui riprodotto in lingua italiana, racconta con piglio rilassato e giornalistico gli stentati inizi e l’insperato successo della scena death metal svedese, una corrente tra le più prolifiche ed influenti della storia musicale che allo stesso tempo uno di quei “miracoli” a cui non è facile dare spiegazioni conclusive.

Il bello di questa disanima è che non si lancia in interpretazioni romanzate o slanci improbabili di alta critica musicale, ma si limita ricercare i fatti e filtrarli attraverso il gusto, le impressioni e la conoscenza dell’autore. Una specie di diario di viaggio condiviso in cui si miscelano i ricordi e le opinioni di Ekeroth (anche lui parte integrante della scena fin dagli inizi) con le citazioni dei protagonisti più noti che non mancano tra l’altro di contraddirsi l’uno con l’altro con una certa frequenza.

L’attenzione viene quindi prestata, quasi con un metodo da storico contemporaneo, a raccogliere quante più informazioni veritiere possibili e a dare una consequenzialità logica agli eventi, in una collocazione di “dove” (Stoccolma, Gotenburg, etc) e “quando” a cui non sfugge praticamente nulla di davvero importante.

Ecco, quello che ci sembra il pregio maggiore dello scritto di Ekeroth è proprio questo: non manca nulla che fosse necessario dire per farsi un’idea di quello che è stato quel momento di fermento e grande creatività che ha portato uno sparuto gruppo di giovani metallari svedesi a conquistare le luci della ribalta quasi senza averne coscienza.

Non a caso il racconto principale si chiude nel 1993, anno in cui l’esplosione di nuove band era ormai tale da portare ad un corto circuito che aprì la strada al successo commerciale prima del black metal e poi della scena melodic death, trasformando l’estremo in business alquanto redditizio.

Imperdibile è poi la dettagliata appendice finale in cui vengono raccolte schede su band e fanzine provenienti dalla Svezia che hanno in qualche modo dato un loro contributo alla scena. Un libro da comprare e leggere attentamente che sarà utilissimo sia ai neofiti che gli appassionati.

Voto recensore
9
Etichetta: Tsunami Edizioni

Anno: 2012


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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