Kalmah – Recensione: Swamplord

Carissimi Children Of Bodom, state attenti! Le chitarre power metal sulle ritmiche black hanno altro da dire! In attesa della vera uscita del nuovo Bodom massacro, ecco che ci pensano i Kalmah a ristabilire gli equilibri, almeno in un certo modo di intendere il metallo estremo ma fino ad un certo punto. Nonostante la violenza dei suoni e la voce growl, ecco un altro esempio di power metal mutato, distorto dalle falangi ossute del black, complice una buona parte degli Eternal Tears Of Sorrow che vi partecipano, cattivi ma non troppo, trait d’union fra generi soltanto apparentemente lontani anni luce ma mai così vicini come in ‘Heritance Of Berija’, dove sono anche troppo vicini addirittura i Symphony X dei tempi migliori nei fraseggi melodici o l’intro morriconiana di ‘Black Roija’, talmente riuscita da sembrare un omaggio al Maestro. Ovviamente dopo il terzo ascolto, ‘ Swamplord’ mostra la corda, nella sua furba immobilità, un fittizio equilibrio tra melodia e violenza che non ha ancora convinto nemmeno i Children Of Bodom, figuriamoci chi già li emula. Se poi contiamo che al quinto replay vien voglia di prendere i Kokko e far loro del male con le corde delle loro stesse chitarre, il gioco è fatto. Giù le mani, questa volta siamo noi a rimanere Kalmih, perché questo disco per quanto si atteggi da cattivo è talmente innocuo da poter essere ascoltato anche da Cappuccetto Rosso mentre passeggia giuliva nel bosco utilizzando il walkman. Carissimi Children Of Bodom, potete continuare tranquilli. Sempre che, anche voi, non mostriate la corda.

Voto recensore
4
Etichetta: Spikefarm / A.globe

Anno: 2000

Tracklist: Evil In You
Withering Away
Heritance Of Berija
Black Rojia
Dance OF The Water
Hades
Alteration
Using The Word

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