Swallow The Sun – Recensione: When A Shadow Is Forced Into The Light

Ci si può impegnare, ma è una battaglia persa, quella di angolare lo sguardo fino ad escludere dalla vista le vicende personali che hanno coinvolto Juha Raivio (mente e motore creativo degli Swallow The Sun) per concentrarsi esclusivamente sulla sua musica. Nonostante tutti gli sforzi profusi, è lo spettrale recitato in latino di “Lumina Aurea“, con i suoi cori gregoriani, gli sparuti accordi di elettrica e gli scream in lontananza (“Una canzone che non avrei mai voluto scrivere in vita mia“) a ricordarci della prematura scomparsa di Aleah Stanbridge, compagna (artistica e di vita) di Raivio. Suonato in collaborazione con Einar Selvik (Warduna) e Marco I. Benevento (Foreshadowing), il pezzo è la cruda istantanea di una ferita mortale, il ritratto di un uomo inerme di fronte allo svolgersi inesorabile degli eventi. “Lumina Aurea” è stato pubblicato a dicembre su EP (accompagnato dalla sua versione strumentale) e, anche se non farà parte del full lenght che assicura finalmente una successione al mastodontico “Songs From The North” (2015), lo anticipa ed in qualche modo lo introduce. Tutto il dolore del singolo è terreno fertile per la rabbiosa rinascita di “When a Shadow is Forced Into The Light“, frutto di sei mesi di registrazioni, numerosi avvicendamenti alla line-up (spicca l’abbandono del chitarrista storico Markus Jämsen) ed infine masterizzato in studio da Tony Lindgren (Leprous). Laddove “Songs from the North” trattava gli stili (funeral, gothic, doom) in modo enciclopedico, classificandoli in voci separate, qui Raivio sperimenta combinazioni inedite di colori e di suoni, scrivendo alcune delle melodie più memorabili del suo repertorio. Se non fosse per lo scream che irrompe nel ritornello, ad esempio, l’epicità orchestrale della titletrack potrebbe appartenere ai Mercury Rev di “All is Dream” intrappolati in un’oscura fiaba dei fratelli Grimm, mentre il paesaggio autunnale di “The Crimson Crown” sfiora la malinconia struggente dei migliori Cripple Black Phoenix (puntuale e mai invasivo l’intervento degli archi). Se “Firelight” e “Stone Wings” sono tratte direttamente dal canzoniere nobile di Katatonia ed Anathema, “Clouds on your side” invece percorre la via della ballad prendendo per mano l’ascoltatore e conducendolo attraverso un bosco incantato di arpeggi e tastiere, mentre l’orizzonte desolato di “Upon the Water” (scelta come primo singolo) si divide tra una strofa rarefatta ed un refrain più ruvidamente doom (trascinante lo scream di Mikko Kotamäki). Nella sua emotività, “When a Shadow..” cerca comunque di nascondere (o perlomeno sfumare) il motivo di tanto sentimento, cedendo però di schianto alla consapevolezza di una perdita sul finale, con  “Here On The Black Earth“, che con il suo tappeto d’organo e la sua melodia sospesa conduce alla chiusura di “Never Left” (“When I’m walking tonight without you“), dove melodia ed arrangiamento, da struggenti, si fanno progressivamente ispidi e rabbiosi , fino a perdere il controllo in una coda che sfiora il black metal.

When a Shadow Is Forced Into The Light” è difficilmente classificabile in ambito metal,  appartiene ad una categoria a se stante, la stessa di “A Crow Looked At Me” di Mount Eerie, di “Arc” degli Agoraphobic Nosebleed o di “Electroshock Blues” degli Eels, tutte rappresentazioni del dolore di una perdita e della necessità di andare avanti, con la paura di non farcela. In ogni caso, anche se escludessimo le emozioni e ci basassimo esclusivamente sull’aspetto musicale, il giudizio rimane lo stesso: capolavoro.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2019

Tracklist: 01. When A Shadow Is Forced Into The Light 02. The Crimson Crown 03. Firelights 04. Upon The Water 05. Stone Wings 06. Clouds On Your Side 07. Here On The Black Earth 08. Never Left
Sito Web: http://swallowthesun.net/

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